A Perugia "Tenera è la notte"

Sapete dove è piazza del Dado? E il giardino dell’Usignolo? Avete avuto la possibilità di vedere aperta, sotto restauro, l’ex chiesa di San Francesco al prato? Mai passati in piazzetta Mattioli? Luoghi di una Perugia per la maggior parte dell’anno nascosta ai più, che durante l’estate possono essere riscoperti, e salgono alla ribalta.
E’ la proposta che il Comune di Perugia fa ai viandanti della stagione calda con il valore aggiunto del teatro, della musica, del cinema, della letteratura per un cartellone dal marchio consolidato, “Tenera è la notte”.
Le date in calendario stanno scorrendo dall’inizio della settimana, finita Umbriajazz, ma è da domani che, fino al 3 agosto, avanzerà il periodo dedicato al “Nuovo teatro in piazza”, la rassegna organizzata dal Teatro stabile d’innovazione Fontemaggiore.
Diciannove spettacoli da scoprire in giro per la città.
Ogni spazio è stato opportunamente allestito: palco, sedie e accorgimenti tecnici messi a punto per adattare le diverse messinscene alle specificità del luogo; l’ingresso è gratuito, l’offerta, artistica, è sfaccettata e non occorre prenotazione.
Spettacoli di teatro-testimonianaza, come “La ferita” o “Storie di scorie”, si alternano a quelli di musica e parole, come “Canzoni d’amori feroci”; monologhi d’autore si succedono a pezzi di comicità (“Sandokan”); testi classici ad autori contemporanei.
Non mancano le fiabe per bambini e spettacoli con artisti di strada.
Dieci giorni, dunque, per spostarsi nel centro storico a partire dalle nove di sera e andare avanti oltre mezzanotte, seguendo itinerari compositi per contenitori e contenuti. In conclusione di rassegna, l’organizzazione è orgogliosa di alternare tre proposte: si parte alle sette del pomeriggio in piazza IV novembre con “Fiesta!” della compagnia di teatro di piazza “Due mondi” e, passando per “Vite senza fine” in scena in piazzetta Mattioli (zona Porta Sole), si arriva quasi alle undici nel chiostro di San Lorenzo per vedere “Paradiso blu”, una carrellata di racconti sul cinema diretta da Roberto Anglisani.
La particolarità della rassegna è sicuramente quella di aver riadattato ogni spettacolo allo spazio e alle esigenze di un’offerta il più possibile varia puntando su tempi di messinscena intorno ai sessanta minuti.
“Le compagnie si sono dimostrate molto disponibili a modificare parte, o in parte, i loro spettacoli - fa capire Cinzia Spogli di Fontemaggiore -. In alcuni casi abbiamo lavorato su piccoli tagli di scena; in altri su adattamenti strutturali. Un impegno che equivale a un debutto”.
La rassegna fa leva anche sulle forze locali, come la compagnia Occhisulmondo che porta “Cloch Art” a San Francesco al prato; o la coppia Valter Corelli e Mirko Bonucci che alla Terrazza del mercato propone, insieme a Roberto Mezzasoma, “Questa sera mi vesto di blues”.
E ancora, al giardino dell’Usignolo, Le Griots presentano il loro singolare progetto sotto il titolo “...E ancora danzo la vita”. Perugino è Andrea Pinna che con “Ciccio” porta il pubblico in un “fantasioso bar” in piazza del Dado.
Luogo scelto anche da Domenico Madera, artista umbro di teatro per ragazzi, che qui, sotto una nuova veste, porta “Il cappotto”.
Due invece le produzioni di Fontemaggiore che nascono “su misura” per l’occasione. La prima a debuttare è “Ricordi di guerra”, in cartellone sabato 26 in seconda serata nella piazzetta di via Maestà delle Volte, con Stefano Cipiciani autore, regista e attore. Ritorno gradito sulle scene di uno tra gli ingranaggi vitali di Fontemaggiore, in un testo di narrazione che parla di Resistenza per voce di un “fascio piccolo piccolo”.
La seconda produzione dello Stabile d’innovazione va sempre in scena in seconda serata, prima delle undici, “Regine” è in piazza del Dado il 30 luglio.
Il testo è di Elke Naters, Beatrice Ripoli e Valentina Renzulli lo hanno drammatizzato, diretto e interpretato. Due amiche alla ricerca di un’esistenza che valga la pena di vivere, si confrontano e si scontrano mettendo a nudo tipologie femminili completari, che racchiudono debolezze e forze, generosità e avarizie, slanci e attriti, sullo sfondo di una Berlino notturna, psichedelica e alcolica.
Ogni spettacolo parla a un pubblico diverso, per qualità e quantità: infatti gli spazi vanno dai 200 posti di San Francesco al prato ai 50 della piazzette. E in caso di pioggia, basterà seguire gli asterischi nel depliant e spostarsi nella sala della Vaccara o dei Notari

Sabrina Busiri Vici dal Corriere dell'Umbria

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