Intervista e futuro di Federica Federici

Galeotta è stata la torre. Proprio intorno alla sua metafora è scattato il feeling intellettuale al loro primo incontro, alla "prima" del film "Un'estate al mare" di Vanzina. Lei, Federica Federici, giornalista-scrittrice perugina, era accompagnata dallo scapolo d'oro Matteo Marzotto, attuale presidente dell'Enit;
bellissima, lunghi capelli, ridenti occhi nocciola, longilinea ma non magra, sempre pronta ad infervorarsi in discorsi dove l'immaginazione diventa materia da scandagliare.
Lui, pragmatico e vissuto, è Carlo Rossella, ex direttore di Panorama e del TG 5 attuale presidente di Medusa Film, società di produzione e distribuzione del gruppo Fininvest.
“E anche del suo libro "Wodka" e dei miei libri" racconta Federica.
"Ci siamo infervorati - prosegue - sul significato metaforico della torre, che a mio avviso richiama quello di Cenerentola, perché la torre dal basso si lancia verso l'alto, da una condizione di disagio assurge ad un miglioramento, simboleggia una crescita".
Ma l'incontro non si è concluso lì. Qualche giorno dopo Carlo Rossella l'ha incrociata di nuovo, in libreria, ed è rimasto folgorato perché anche senza abito da sera e senza trucco, la Federici era bellissima.
Così non è riuscito a frenarsi e nella rubrica del quotidiano di Ferrara l'ha definita "la più bella di Roma" lasciando che lettori e amici si chiedessero chi fosse la sconosciuta che l'aveva stregato.
Il fatto non è sfuggito a Luisa Pronzato, giornalista del Magazine del Corriere della Sera che ha provveduto a colmare la lacuna andandola a scovare nella redazione del Tg 4 di Emilio Fede dove lavora, da precaria, da pochi mesi.
E su di lei ha scritto un garbato articoletto, nell'ultimo numero, dal titolo "E' lei la più bella di Roma?", per raccontare in breve la storia di Federica e registrare dal vivo l'opinione di Rossella.
"La Federici è di rara bellezza" ha ribadito lui. "La vedrei bene in un film intellettual-sexy, una storia di provincia, tipo un racconto di Moravia o di Parise".
Dunque per la giornalista perugina si stanno per aprire le porte dorate del cinema e della tv?
"Se il presidente di Medusa Film dice una cosa del genere non posso che essere onorata".
Ma il futuro come lo vedi? Giornalismo, scrittura, teatro, cinema?
"Il giornalista, a mio avviso, non deve mai diventare protagonista, deve raccontare le storie degli altri. Però mi piace la visibilità. Pensandoci bene io mi vedo, in futuro, giornalista-scrittrice. Sono una timida cronica, in palcoscenico mi ci dovevano buttare a forza. Come potrei fare l'attrice?"
Si dice che dietro ad una bella ragazza che arriva al successo c'è sempre un uomo che ha goduto o gode dei suoi favori. Tu come sei arrivata al TG4?
"Con una determinazione assoluta. La mia vita è regolata da quattro punti cardinali: forza, coraggio, perseveranza e integrità. Mi sono costruita negli anni un curriculum di tutto riguardo: laurea a 22 anni a Perugia in lettere e filosofia, parlo quattro lingue, ho vissuto da sola in Argentina, in Germania, in Francia e Inghilterra, per due anni ho tenuto la scuola di teatro per ragazzi alla Piscina Pellini, ho lavorato come giornalista a Retesole, ho scritto sette libri di favole, e da tre mesi lavoro al TG 4 con un contratto a tempo determinato".
E la tua vita sentimentale?
"Mi sono sposata a 20 anni con un conte-giornalista che mi faceva sorridere, gran bel ragazzo ma non ha funzionato. Poi ho avuto un figlio da un altro compagno. Ora ha otto anni e sta con mia madre a Perugia, è meraviglioso. Tre volte la settimana lo vado a trovare la sera per potergli raccontare una favola e riparto la mattina dopo. E' massacrante ma ne vale la pena. E' un figlio meraviglioso: fa scherma, suona il pianoforte mi riempie la giornata di sorrisi e di domande fantastiche".
La bellezza è stata un vantaggio o un handicap?
"Un bene ma anche un grandissimo male. Se alla bellezza ci aggiungi un cuore tenero, mi sono rovinata la vita per più di 10 anni perché pensavo che la condivisione con un altro essere umano di sesso maschile fosse la cosa più bella che mi potesse capitare"
Hai cambiato idea?
"Si".
Cosa te l'ha fatta cambiare?
"Le mie esperienze devastanti"
A forza di scrivere favole ti sei convinta che il principe azzurro esiste?
"L'ho creduto per moltissimo tempo. E' la convinzione che mi ha rovinato di più. Basta leggere Italo Calvino. Nelle favole c'è la paura, la morte, il coraggio, la tristezza, e persino gli omicidi. Fino a poco tempo fa pensavo che per me ci sarebbe stato un principe azzurro. Ora non lo penso più.
Vivo felicemente sola, mi sono comprata una moto e un sassofono. E riverso tutta la mia parte romantica nella scrittura fantastica".
C'è sempre il lieto fine?
"Nel cassetto, già scritto, ho "Fiabe di cristallo", non l'ho ancora pubblicato perchè è troppo autobiografico. La mia passione per le favole in questo momento è più viva di prima, una volta era il sogno e la speranza, ora è il mio rifugio"
Anna Lia Sabelli Fioretti dal Corriere dell'Umbria

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