Dopo l’omicidio di Kingsley, il 24enne nigeriano ucciso il 20 luglio a coltellate in piazza del Bacio, la zona adiacente la stazione di Fontivegge è ancora di più al centro dell’attenzione.
Si parla di emergenza droga, di bande in lotta per il predominio sul mercato degli stupefacenti, di prostituzione, di degrado assoluto. Eppure il problema esiste da tempo, e da tempo i cittadini residenti chiedono risposte che la politica sembra non saper dare.
Sembra ironico dirlo adesso, ma in realtà il centro direzionale di Fontivegge, progettato dall’indimenticato architetto Aldo Rossi, e i condominii sorti tutt’intorno la piazza (fin dal 1994) avrebbero dovuto abbellire e modernizzare la zona dove sorgeva la storica fabbrica della Perugina, di cui è rimasta intatta la ciminiera.
Ma i simboli purtroppo non bastano a fare di un quartiere cittadino un quartiere sicuro.
I residenti e i commercianti (ormai pochi) di piazza del Bacio e di via Mario Angeloni (la strada che dalla stazione porta al centro cittadino) sono stanchi e pure esasperati.
Spaccio, risse tra ubriachi, vomito e urina negli angoli: alla luce del sole, in pieno giorno, raccontano i residenti.
Questo è lo spettacolo che piazza del Bacio e i suoi portici mostrano ai passanti.
"All’inizio - racconta Ilario Balestro, amministratore del plesso condominiale che circonda la piazza - la situazione era più grave dentro il palazzo che fuori; poi, dopo l’installazione di 24 telecamere e l’utilizzo della vigilanza privata, il problema si è ‘trasferito’ in piazza, triplicato".
Eppure le telecamere ci sono anche fuori, installate dal Comune.
"Sì - denuncia Anna Saldi, la titolare dell’ottica che si affaccia sulla piazza - peccato che quelle telecamere siano poco efficaci, visto che si limitano a prendere atto della delinquenza e dello spaccio senza modificare la situazione".
Sono soprattutto i commercianti e i titolari d’esercizi commerciali a subire e a sentire sulle spalle il peso della situazione. Persone come la signora Saldi, o il signor Francesco Barzucchi, titolare del McDonald’s di via Angeloni:
"Le istituzioni non si rendono conto del danno economico che la chiusura di esercizi commerciali come i nostri arrecherebbero alla città. Fino a pochi anni fa tantissime famiglie perugine decidevano di festeggiare i compleanni dei loro bambini nel mio locale, mentre oggi preferiscono andare sino al McDonald’s di Assisi, pur di non avvicinarsi a piazza del Bacio".
Il problema sono dunque gli spazi pubblici,
"preda - sostengono i residenti - di delinquenti che andrebbero categoricamente cacciati". E le forze dell’ordine? "C’è un presidio fisso di vigili urbani...”
riferisce il signor Balestro. Ma non ha efficacia deterrente se accade quel che accade. Chiedono un presidio permanente di polizia o carabinieri.
"Perché abbiamo paura - racconta Katia Ferranti, che lavora nell’ottica -. L’altro giorno ho dovuto chiamare i carabinieri perché due persone, chiaramente ubriache, litigavano di fronte al negozio; i clienti ci chiedono ironici se la prossima volta dovranno venire con le guardie del corpo".
Insomma, in piazza del Bacio la situazione è estremamente delicata. Lì abitano molte famiglie composte da extracomunitari.
E tante, in giro nei pressi della piazza, le donne africane con in braccio neonati, o bambini in tenera età.
Sono anche loro vittime di una minoranza di spacciatori e delinquenti provenienti, in maggioranza, dalla Nigeria e dal Marocco. Tra i clienti "anche italiani in giacca e cravatta", afferma il signor Balestro. Un dato in più, da non sottovalutare.

Gaetano Veninata dal Corriere dell'Umbria

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