Tenera è la notte: il fine settimana

Le culture e le sonorità che si intersecano sulle sue sponde stanno alla radice dell'iniziativa "Festival del Mediterraneo". Il contenitore "Tenera è la notte" ne ripropone una scoperta in cui la fa da padrone il magico numero 3.
Tripartita è infatti la struttura delle sezioni che rispettano la trilogia: Mediterraneo orientale, Maghreb e Salento.
Tre sono i segmenti cronologici di tre giorni ciascuno, secondo lo schema venerdì-sabato-domenica.
Si comincia oggi con l'oriente: concerto alla Penna dell'Ensemble Marâghî (ore 21.30), seguito (sabato ore 19, piazza della Repubblica) da Polistikos Omilos Liopetrou cipriota e da Krama Ensemble al Chiostro di San Lorenzo alle 21.30.
Domenica 10, in piazza IV Novembre, "La notte delle stelle mare nostro" con Nim Sofyan dalla Turchia e Loxandra dalla Grecia.
Il Maghreb si propone il 22, con un concerto in via Podiani, 21.30, Rabia Cabrane e i Meskalyl. Il 23, stesso luogo, Ensemble mediterraneo di Jamal Ouassini e, il giorno dopo, al chiostro di San Lorenso, ore 21, Elias Nardi Ensemble.
In piazza IV Novembre FlamenJazz, singolare contaminazione tra il sound africano e quello andaluso. Inizia il Salento, il 29 a Palazzo della Penna, ore 21.30, con Clara Murtas.
Il 30 ore 18, alla Penna, Mostra di foto dall'Umbria e dal Salento con premiazione, seguita da "Memorie della Terra", performance teatrale, con musica e voci recitanti. In piazza IV Novembre, alle 21.30, Mascarimirì in concerto.
Si chiude domenica 31 in piazza IV Novembre con "Ambrogio Sparagna e orchestra pizzicata" che presentano "Taranta d'amore, la notte del gran ballo".
Alla parte musicale si affianca una nutrita serie di iniziative collaterali di mostre a tema: fotografia, arte e artigianato, libri e cd, strumenti musicali e documentari etnografici, perfino liturgie ortodosse con canti bizantini di monaci del monte Athos (il 10 a San Gerasimo).
Se è vero che anche il cibo è cultura, caffè, ristoranti, circoli e associazioni culturali, osterie ed enoteche cittadine partecipano alla manifestazione proponendo menù etnici a costi allettanti.
La kermesse, curata dal musicologo Enrico Bindocci e dall'antropologo Antonello Lamanna, vanta la collaborazione dell'Associazione Subasio-Salento, di quella Umbria-Grecia, dell'Istituto centrale per la Demoetnoantropologia, Museo nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari e quella del gruppo Atmo.
Sotto gli auspici della Regione dell'Umbria e del Comune di Perugia, su impulso dell'assessorato alla cultura e di quello all'urbanistica.

Sandro Allegrini dal Corriere dell'Umbria

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