Mancano pochi giorni all'apertura della 63° edizione della Sagra Musicale Umbra che prenderà il via, sabato 13 settembre alle ore 21, al Teatro Morlacchi.
Il concerto di inaugurazione è affidato all'Orchestra Haydn di Bolzano e Trento diretta da Gustav Kuhn che eseguirà il capolavoro sacro di Beethoven, la Missa Solemnis op.
123. Il coro è quello dell'Accademia Corale del Festival del Tirolo ed i solisti di canto sono Monika Riedler soprano, Hermine Haselböck mezzosoprano, Wolfram Wittekind tenore e Liang Li basso.
Si tratta di un ritorno gradito, quanto atteso quello di Kuhn a Perugia e l'occasione per una intervista che il maestro, che ha diretto le più celebri formazioni del mondo e ha al suo attivo un repertorio vastissimo, che spazia dal classicismo alla musica contemporanea attraverso sia il genere sinfonico, sia quello operistico, ci ha concesso.
Lo raggiungiamo durante una pausa di lavoro e subito chiediamo del suo ritorno alla Sagra e del rapporto con l'Umbria.
"Torno volentieri a Perugia anche perché la Sagra musicale è stato per me il primo grande invito da giovane direttore trentenne.
Venni chiamato per dirigere l'Orchestra di Santa Cecilia nell'Hercules di Haendel dal grandissimo maestro Siciliani.
È molto bello per me tornare dopo tutti questi anni ad una manifestazione che rappresenta il simbolo della vera musica sacra nella musica italiana."

Lei ha detto che
"l'unica suddivisione razionale nella musica è tra musica buona e cattiva"
, ci può fare qualche esempio?
"Certo, musica buona è Monteverdi, Palestrina, Vivaldi e… musica buonissima è anche quella del mio amico Lucio Dalla e di tutti coloro che vogliono veramente spiegare un sentimento umano.
Musica cattiva è quando questa diventa un prodotto del commercio che serve ad usare i sentimenti in modo strano.
È la stessa differenza che esiste tra cibo buono e cibo cattivo o vino buono e vino cattivo; anche il vino di un contadino può essere buonissimo, pur non avendo una etichetta importante.
La produzione industriale, fatta solo per lo scopo del mero guadagno è quella della musica cattiva e non fa bene alla musica."
Leggo tra le sue massime - il maestro Kuhn oltre un'eccellente preparazione musicale, ha una solida formazione culturale umanistico-scientifica (lauree in Filosofia e Psicopatologia)-
"Il nostro dovere è quello di fare la cosa giusta secondo il settore di competenza…"
succede sempre nel mondo della musica?
"Il grande problema della musica classica è proprio quello che, il novanta per cento di coloro che stanno ai vertici organizzativi e di diffusione, non capiscono niente di musica, sono semplici venditori come coloro che vendono delle automobili senza sapere per niente come funziona il motore."
Lei ha più volte ribadito il suo amore per l'Italia...
"Amo molto questo Paese - risponde sorridendo - anche tutti i primi piatti, il vino bianco e rosso… ma si può ben vedere dalla mia pancia!."
A proposito di musica pensa che l'Italia possa definirsi come la culla dell'arte dei suoni?
"Mi fa piacere sentir dire che l'Italia è il Paese della fantasia e la Germania è quello dove è tutto in ordine ma non possiamo certo generalizzare altrimenti dovremmo dire che Michael Schumacher è un pilota italiano e la Ferrari è una casa automobilistica tedesca."
Gustav Kuhn, artista d'eccezione nell'ambito della musica classica è sempre più impegnato per dare nuovo impulso a questa arte, anche in qualità di direttore artistico di concorsi, enti e fondazioni e nell'elaborare nuove idee.
Pensiamo che colui che dice:
"La musica è vita. La vita è autodeterminazione e nessuno dovrebbe più imporci come vivere né cosa significhi musica"
saprà consegnare al pubblico della Sagra il messaggio universale che Beethoven ha voluto dare con la "Missa solemnis" e che questo
"dal cuore possa giungere al cuore"
Mauro Branda dal Corriere dell'Umbria Mercoledì 10 Settembre 2008

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