Il premio Fenice Europa a Paciano

Paciano, scenario perfetto, quest'anno per il premio Fenice Europa che, giunto alla sua undicesima edizione, ha trovato il suo culmine ieri sera con la cerimonia di premiazione che ha coinvolto non solo i membri dei gruppi di lettura ma l'intera cittadina umbra fortemente partecipe dell'evento come istituzioni e come società nel suo complesso.
Il premio Fenice-Europa, fondato da Adriano Cioci, è infatti nell'ambito letterario un evento dal significato particolare che non si limita a proporre una giuria tecnica ma che coinvolge direttamente la regione che lo ospita (sono numerosi i comuni che da anni lo sostengono e lo ospitano) e si fonda su gruppi di lettura costituiti da membri di varie località Italiane ed estere, inclusa l'Antartide dove un gruppo di lettura si è costituito tra gli scienziati che operano nella base italo-francese Concordia, appassionati della lingua italiana, come quelli selezionati dall'Istituto Italiano di Cultura di Tripoli, ed anche detenuti.
Una grande giuria popolare, composta quest'anno di 550 membri, ha scelto, con la propria ricchezza di gusti ed esperienze, tra i tre premiati dalla giuria tecnica (composta da Luca Desiato, Adriano Cioci, Giuseppe Pederiali e Claudio Toscani) il 'super-vincitore'.
Un'iniziativa che proprio in questo suo entrare nella società, valorizzando al tempo stesso le radici culturali e il territorio, trova la sua forza, come è stato sottolineato in occasione della presentazione dei tre libri finalisti da Mauro Tippolotti, presidente del consiglio regionale.
I tre vincitori sono stati quest'anno Giuseppe Bonura con "Le radici del tempo", storia di un percorso all'interno della propria esistenza che propone uno squarcio della storia d'Italia dal fascismo agli anni sessanta, Vincenzo Cerami con "Vite bugiarde", il faticoso incedere di una donna che risvegliatasi dal coma cerca di ricostruire la propria memoria, e Marco Vichi, con "Nero di luna", dove un giovane scrittore cerca di affrontare e comprendere i misteri che si nascondono tra le pietre e nei boschi di un piccolo paese della Toscana.
Vincitrice del IX Premio "Claudia Malizia", intitolato alla omonima giovane di Bastia Umbra prematuramente scomparsa, è stato assegnato quest'anno a Enrica Bonaccorti che nel suo volume "La pecora rossa", con cui l'attrice e conduttrice televisiva fa il suo esordio narrativo, affronta il difficile percorso di una gioventù ignorata e mal sopportata che cerca la strada giusta per comprendere il valore della propria esistenza

dal Corriere dell'Umbria Domenica 14 Settembre 2008

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