I bilanci di Eurochocolate 2008

"Per un'altra Eurochocolate così io ci metterei la firma per altri 100 anni."
Il più entusiasta di tutti gli esercenti intervistati ieri dal Corriere nel corso di una mini inchiesta tra i commercianti e gli operatori turistici del centro storico è stato il direttore del ristorante "La Taverna" di via delle Streghe, Kaled Kalifa, fonte inesauribile anche dei commenti positivi del popolo del cacao espressi a tavola durante i pranzi e le cene nei nove giorni.
"è stata la prima volta da quando è iniziata la manifestazione - precisa Kalifa - che il ristorante è stato pieno, a pranzo e a cena, anche durante la settimana.
Meglio di così per noi non poteva andare. Negli anni passati invece dal lunedì al venerdì c'era il deserto. Per la prima volta è stato veramente un bell'evento. Ce l'ha detto la gente: "Ora non dobbiamo più fare a cazzotti e spinte" - ci dicono - "Ora possiamo tornare con i bambini che prima venivano schiacciati nella ressa, oppure si innervosivano perchè non riuscivano a fare nessun gioco rovinandoci la giornata. Secondo me, oltretutto, c'è stata più gente degli altri anni, solo si è diluita durante il corso della settimana.
Ci sono sembrate persone più rilassate, contente di come aveva passato la giornata. L'unica lamentela registrata è stata sul minimetrò che chiude troppo presto. Parecchie persone sono salite all'acropoli verso le 18, hanno girato per gli stand, hanno cenato e poi sono state costrette a chiamare un taxi per tornare a Pian di Massiano perchè il minimetrò ha chiuso alle 20.
Sembra incredibile, sono stati spesi tanti soldi per realizzarlo e poi, quando c'è una manifestazione così importante non si prolunga l'ora di chiusura.
Anche se la sera ci fossero pochi utenti sarebbe comunque una buona pubblicità per questo rivoluzionario nuovo mezzo di trasporto.
Non si può chiedere ai residenti di avere pazienza per i nove-dieci giorni di disagi provocati da Eurochocolate e poi essere i primi a creare disagi ai turisti in visita".
Anche quasi tutti i gestori di bar, pizzerie, paninoteche, pub, trattorie, megozi di alimentari del centro storico confermano il felice andamento degli introiti durante la kermesse.
"Il locale è sempre stato pieno" dichiara Cesarino, noto ristorante di piazza IV Novembre "Non possiamo assolutamente lamentarci".
A lamentarsi invece sono i negozianti di alcuni generi commerciali non consoni al popolo del cacao (l'abbigliamento più costoso e raffinato, le scarpe e le borse, le gioiellerie, l'ottica, la musica, le librerie) che pur essendo una vera e propria fiumana umana arriva solo davanti alla vetrina o al massimo entra, curiosa ma non compra.
"Vengono solo per il cioccolato, è l'unico pacchetto che sono disposti a tenere in mano per tante ore. I nostri oltretutto sono voluminosi - dicono Haidi e Elisabetta alla Thimberland di piazza IV Novembre completamente vuoto alle 13 di ieri - Ben diversa la situazione durante Umbria Jazz. Il pubblico del jazz è fatto anche di moltissimi stranieri che quando arrivano a Perugia spendono, gente che gira il mondo in cerca di musica, danarosa."
Eppure a una manciata di metri di distanza Anna Rufini, proprietaria del bel negozio di antiquariato (quello con l'armatura all'ingresso) afferma il contrario
"c'è stato un bel movimento.
Abbiamo consegnato parecchi pacchi al Brufani e al Posta. Ho venduto sicuramente di più dei giorni passati."
Quella di Anna Rufini, in realtà, è una voce in controcorre, perchè sia in corso Vannucci, sia a via Baglioni, sia a via Oberdan, sia a via dei Priori il pianto è il motivo conduttore di quasi tutti gli intervistati.
"Ho persino venduto meno del sabato precedente - dicono al negozio di scarpe Betty Flowers - . Di gente ce n'è tanta ma non compra. All'ora di pranzo oltretutto qui c'è una vera folla, si mettono a mangiare panini seduti sulle scale della Chiesa del Gesù.
Teniamo aperto perchè è giusto sia così, per l'immagine della città ma per noi è inutile. Anche i giovani che sono sempre interessati alla musica entrano, sgrufolano tra i cd, poi se ne rivanno - conferma Tarpani -, negozio di piazza Matteotti, una zona quest'anno che gode anche dell'arrivo con il minimetro. - Si dice che quest'anno via Baglioni è frequentata quasi quanto corso Vannucci. É vero? "Assolutamente no. Questa parte finale della via, verso piazza Italia è un'isola deserta - precisano Sara di Hotais dove si vende abbigliamento giovane e Federico Dozzini di Underground, abbigliamento di alta qualità.
"i nostri clienti - aggiunge Dozzini - ci chiedono solo quando finisce la manifestazione per tornare a trovarci - ".
Però nella stessa via, Maria Rita Nicolini de "L'arte dei Vasai" non nasconde la propria soddisfazione.
"Quest'anno c'è stato un incremento di compratori e il passaggio per questa via è stato più nutrito.
Nel week end ho lavorato parecchio. Tutte persone che hanno voluto riportare a casa un ricordo di Perugia: piatti, portaceneri, vasetti".
Anche da Bialetti c'è moderato ottimismo:
"Quest'anno c'è stato un bel movimento. Si poteva anche fare di più ma la gente ha molti meno soldi da spendere".
Deserto persino lo scintillante negozio di Swarowski.
"Chi frequenta Eurochocolate vuole comprare la cioccolata e niente altro " spiega Anna Maria "Guardano le vetrine, magari entrano, però desistono dagli acquisti "particolari" perchè non è il momento".
"Il problema è che ci sono veramente pochi soldi da spendere, anche se ho l'impressione ci sia più gente durante la settimana" ribadiscono da Bavicchi.
Da "Segue.." la media delle vendite è rimasta regolare
"Non c'è un aumento vertiginoso, c'è sicuramente maggiore movimento.
Durante la settimana va meglio perchè i clienti perugini riescono dalle case dove si barricano nei week end".
Disastroso invece il bilancio stilato da Mandrelli in via dei Priori
"Abbiamo venduto almeno un terzo in meno.
I primi anni andava molto meglio. Umbria Jazz per noi è tutta un'altra solfa. Ci fa lavorare di più. Comunque Eurochocolate è una vetrina, per Perugia è tutta pubblicità. La gente dice: "Quanto è bella questa città".
Considerazione condivisa dal presidente dell'Associazione di commercianti "Arti e Mestieri", Giovanni Caso:
"Porta tanta gente a Perugia e la fa conoscere .
Ora fanno una visita veloce, poi tornano con più calma. Per fortuna la manifestazione si sta diluendo nel corso della settimana. Non ho ancora avuto un incontro con Guarducci, ma quando ci sarà vogliamo consigliargli di allargare l'area, fino a Corso Cavour e a San Francesco al Prato.
Questa edizione ha dimostrato che la gente va dove ci sono gli eventi e gli stand. Viene qui anche per passeggiare. Ora vedremo cosa succederà con la sezione della fiera dei Morti qui al centro, spalmata per via Oberdan, scalette di Sant'Ercolano, piazza Matteotti, Viale Indipendenza, Piazza del Circo.
Zone diverse da quelle di Eurochocolate."
Anna Lia Sabelli Fioretti
dal Corriere dell'Umbria Domenica 26 Ottobre 2008


Il Programma di Eurochocolate 2009 16 - 25 Ottobre

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