giovedì 9 ottobre 2008

Il programma di riordino territoriale delle Comunità montane

Avanti tutta per la riforma delle comunità montane. La commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale ha analizzato e discusso ieri il programma di riordino territoriale delle Comunità montane predisposto dalla Giunta regionale.
L'atto fa parte dell'iter complessivo della riforma delle Comunità montane avviata con la legge n. 18/2003, proseguito con le linee di indirizzo e con il confronto con le amministrazioni locali e con l'elaborazione del piano di riordino territoriale.
Gli assessori Vincenzo Riommi e Carlo Liviantoni hanno illustrato ai componenti della commissione il percorso seguito dalla Giunta regionale per la stesura del programma di riordino: gli 89 Comuni dell'Umbria sotto i 40 mila abitanti (soglia stabilita dalla legge) hanno scelto la forma associativa a cui aderire, confermando la volontà di aderire alle Comunità montane.
I Comuni con una popolazione compresa tra 25 e 40 mila abitanti potranno decidere liberamente se aderire alle Comunità montane (Città di Castello e Gubbio) o avvalersi delle funzioni delle Comunità limitrofe (Assisi e Spoleto).
Le amministrazioni comunali hanno anche scelto a quale delle 5 aree omogenee (al posto delle 9 precedenti) aderire e l'atto è stato valutato positivamente dal Consiglio delle autonomie locali.
Una volta vagliato dall'Assemblea regionale, il programma entrerà in vigore attraverso un decreto del presidente della Giunta regionale.
I Comuni saranno così suddivisi nelle 5 zone omogenee:
Zona 1) Citerna, Costacciaro, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Lisciano Niccone, Monte Santa Maria Tiberina, Montone, Pietralunga, San Giustino, Scheggia e Pascelupo, Sigillo, Umbertide, Valfabbrica;
Zona 2) Bastia Umbra, Bettona, Bevagna, Campello sul Clitunno, Cannara, Castel Ritaldi, Giano dell'Umbria, Gualdo Cattaneo, Massa Martana, Nocera Umbra, Montefalco, Spello, Trevi, Valtopina;
Zona 3) Castiglione del Lago, Collazzone, Città della Pieve, Corciano, Deruta, Magione, Marsciano, Paciano, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Piegaro, Torgiano, Tuoro sul Trasimeno;
Zona 4) Acquasparta, Amelia, Alviano, Allerona, Attigliano, Avigliano Umbro, Baschi, Calvi dell'Umbria, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Fabro, Ficulle, Fratta Todina, Giove, Guardea, Lugnano in Teverina, Montecastello di Vibio, Montecastrilli, Montecchio, Montegabbione, Monteleone d'Orvieto, Narni, Orvieto, Otricoli, Parrano, Penna in Teverina, Porano, San Gemini, San Venanzo, Todi;
Zona 5) Arrone, Cascia, Cerreto di Spoleto, Ferentillo, Montefranco, Monteleone di Spoleto, Norcia, Polino, Poggiodomo, Preci, Sant'Anatolia di Narco, Scheggino, Sellano, Stroncone, Vallo di Nera.
Come previsto dalla legge regionale, saranno le nuove Comunità montane a gestire le aree naturali protette: il "Parco del Monte Cucco" (zona 1), il "Parco del Monte Subasio" (zona 2); il "Parco del Lago Trasimeno" (zona 3), il "Parco fluviale del Tevere" e la "Stima" (zona 4); il "Parco fluviale del Nera" (zona 5).
Mentre i consiglieri di maggioranza hanno espresso parere favorevole i rappresentanti dell'opposizione Lignani Marchesani (Cdl per l'Umbria) e Santi (Forza Italia - Pdl) hanno avanzato alcune riserve legate ai tempi di attuazione della riforma e alla necessità di non riproporre, nella nuova organizzazione, i vecchi privilegi.
A margine dei lavori il capogruppo Fiammetta Modena (fi - Pdl) ha osservato che dal 2003
"questa maggioranza rivendica la diminuzione delle Comunità montane da 9 a 5 e solo oggi ne sono stati individuati i confini territoriali.
I cittadini umbri devono rendersi conto di essere sono governati da politici abili solo nell'arte della propaganda."
dal Corriere dell'Umbria Giovedì 9 Ottobre 2008

2 commenti:

  1. Rileggere quello che si scrive no??
    ;)

    Lagnano in Teverina
    Marni
    Sant'Anatolia di Marco
    Parco del Mente Subasio

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  2. Grazie della segnalazione, capita con i software di "scorrezione" automatica

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