Cinquanta anni fa il mondo era molto diverso, tanto diverso che la sedimentazione di anni e anni di creatività attorno alla musica creò d'improvviso quel che rimane una delle maggiori espressioni artistico-musicali più importanti del secolo breve.
Cinquanta anni nasceva una delle forme di jazz più affascinanti con Miles Davis e John Coltrane che incisero l'indimenticabile "Kind of Blue".
Ma cinquant'anni fa, dall'incontro di jazz e saudade brasiliana nasceva la Bossa Nova ad opera di personalità del mondo dell'arte brasiliana molto diverse tra loro, ma ognuna con specifiche peculiarità creative che ne fecero indiscutibilmente gli iniziatori di questo nuovo genere, uno stile che diventerà una modalità del sentire e del vivere brasiliani, un mood caratteristico che investe l'ascoltatore di quell'onda calda e insieme calma che si chiama Bossa Nova.
Joao Gilberto insieme a Antonio Carlos Jobim e Vinicius De Moraes, fu il padre di questo nuovo modo di approccio alla musica.
Straordinariamente incline nel superare ogni regola e ogni vincolo, Joao Gilberto è quanto di più imprevedibile possa esistere nel mondo dell'arte e dello spettacolo.
Si ricorda nell'ultima edizione di Umbria Jazz a cui partecipò, nel 2003, di un suo storico ritardo di oltre un'ora dall'inizio previsto del concerto per motivi banali.
Ma per farsi perdonare regalò al pubblico del teatro Morlacchi un concerto indimenticabile da cui fu tratta anche una registrazione da cui Umbria Jazz ricavò un ciddì.
Joao Gilberto sarà protagonista di tre serate consecutive al teatro Mancinelli di Orvieto nei primi giorni del nuovo anno (2, 3, 4 gennaio) nell'ambito della sedicesima edizione di Umbria Jazz Winter.
Un'esclusiva europea che Umbria Jazz si è assicurata dopo i concerti della Carnagie Hall e l'annullamento di una tournée in Giappone.
Intanto mentre Umbria Jazz Winter schiera, oltre a Joao Gilberto, una folta rappresentanza di alcuni tra i più celebrati jazzmen italiani e non solo, da Martial Solal a Danilo Rea, da Stefano Bollani a Enrico Rava, da Enrico Pieranunzi a Renato Sellani, arrivano le prime anticipazioni sugli artisti che andranno a formare il programma di Umbria Jazz '09 a Perugia: per lo più graditi ritorni all'insegna di una progettualità più marcatamente spostata su musica altra dal jazz, seppure in qualche modo affine ad esso.
Tra gli annunciati appare il nome di James Taylor già presente ad Umbria Jazz di nove anni fa, nel 1999; Burt Bacharach autore di un applauditissimo concerto con alcune delle pop-song più belle d'America quattro anni fa, nel 2004; Paolo Conte che sette anni fa presentò a Perugia il suo progetto Ratmataz e infine due inediti con Simply Red e con gli Steely Dan
Claudio Bianconi
Corriere dell'Umbria Mercoledì 24 Dicembre 2008

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