Un momento dello spettacolo Tredici le medaglie d'onore che il prefetto di Perugia Enrico Laudanna, per conto del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha consegnato ieri mattina ad altrettanti cittadini residenti nella provincia di Perugia, militari e civili, che negli anni della seconda guerra mondiale furono deportati e internati nei lager nazisti.
Questi i loro nomi: Alberto Pucciarini, Mario Trentini, Anselmo Pallottelli, Leopoldo Teglia, Giovanni Proietti Bertolini, Pasquale Chimisso, Alfredo Muzi, Angelo Iadanza, Erasmo Vitali, Livio Calzuola, Agostino Equinozi, Giovanni Gasparri, Tommaso Valeriani.
Tutti nati tra il 1914 e il 1926. é stata una cerimonia breve, semplice e allo stesso tempo solenne.
"Il modo migliore per dire grazie"
ha detto il prefetto Laudanna. Il ricordo delle vittime, dei tanti che dai quei luoghi non sono più tornati, il dolore, la memoria della sofferenza ha impedito qualsiasi rischio di retorica, sempre in agguato nelle cerimonie celebrative.
Il colonnello Leopoldo Teglia, 93 energici anni, ha ricordato in un breve discorso l'orrore di quella tragica esperienza.
Tre gli anni trascorsi nei campi di concentramento in Polonia e Germania. É stato lui che, una quindicina di anni fa, ha consentito il ritrovamento dei resti di quattrocento soldati italiani morti nei lager.
Un lungo impegno che gli è valsa l'onorificenza di Grand'Ufficiale della Repubblica e numerosi altri riconoscimenti.
"Nel giorno dedicato al ricordo dell'Olocausto degli ebrei - ha detto ieri - noi ex militari internati nei lager ci sentiamo molto vicini a loro per aver subito, al di là dei forni crematori, quasi le stesse crudeltà tedesche.
Siamo lieti che la nostra Patria abbia abbia voluto ufficialmente riconoscre il sacrificio dei suoi 700.000 figli in armi che, l'8 settembre 1943 abbandonati da tutti gli alti comandi, furono deportati nei lager di Germania e Polonia.
Questa massa di uomini, vittime innocenti, ripeterono per circa due anni il loro No a ogni forma di collaborazione volontaria con il nemico, scegliendo volontariamente la vita del lager, subendo il lavoro coatto, sacrifici e umiliazioni con un trattamento disumano.
Ci fu negata la qualifica di prigionieri di guerra e fummo definiti, con una nuova formula giuridica, internati militari.
Così ci fu negata ogni forma di aiuto, di assistenza e di tutela."
Accettare la medaglia d'onore, ha aggiunto, non è un "risarcimento" morale ma vale
"come ricordo del crimine del quale siamo stati vittime."
Anche Terni ha reso omaggio alla giornata della memoria, istituita nove anni fa dal parlamento italiano.
Il prefetto Sabatino Marchione ha consegnato ieri le medaglie d'onore ai cittadini ternani, militari o civili, deportati, durante la seconda guerra mondiale, nei lager.
Dodici gli anziani premiati, tutti residenti nel Ternano, nati tra il 1917 e 1925. Alberto Ciancaleoni, Mario Gorietti, Brizio Leonardi, Valentino Mattei, Roberto Mazzitelli, Eraldo Millotti, Atilico Novelli, Pasquale Papa, Francesco Piciucchi, Francesco Politi, Leonello Valeri e Renato Manieri.
Le voci della memoria si sono spiegate, ieri, nella sala della Prefettura di Terni.
"é questo un momento che rappresenta - ha spiegato il prefetto Marchione - un importante e significativo riconoscimento per tutte le persone che hanno vissuto questa drammatica esperienza.
L'onorificenza, istituita con decreto del presidente della Repubblica, segna un passaggio fondamentale per la nostra cultura, che ha preso vita contemporaneamente in tutta Italia."
Gli occhi dei signori della memoria dicevano tutto. Come i loro discorsi.
"Finché saremo in vita - parla uno di loro - testimonieremo con le nostre parole quello che accadde.
E per la prima volta il nostro sacrificio viene riconosciuto. E visto che siamo qui, voglio lanciare un appello alle istituzioni, quello di farci entrare nelle scuole.
Per dire ai ragazzi ciò che abbiamo vissuto e ciò che non deve più accadere."
Gli insigniti all'onore sperano che la loro proposta venga accolta. La testimonianza, in questo caso, vale più di ciò che è scritto in un libro. E un minuto di silenzio era stato osservato nel pomeriggio dal consiglio provinciale di Terni, prima dello scioglimento, in onore alle vittime dell'olocausto.
"È' un momento importante - ha commentato il presidente Giuseppe Ricci - per commemorare una vicenda che è un emblema, in negativo, del secolo scorso, il cui livello di violenza è inarrivabile.
Allo stesso modo vorrei che un pensiero fosse rivolto alle popolazioni della Striscia di Gaza così duramente colpite dalla guerra, sperando che la Giornata della Memoria aiuti ad avviare un concreto percorso di pace che riconosca due popoli e due Stati"
Corriere dell'Umbria Mercoledì 28 Gennaio 2009

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