Il patrimonio della Fondazione Accademia di belle arti "Pietro Vannucci" s'incrementa, per effetto di una speciale donazione di opere grafiche che si aggiungono a sculture dello stesso autore recentemente acquisite.
Evento del quale il "Corriere" è in grado di fornire notizia e immagini in esclusiva. Si tratta di opere dell'artista perugino Aroldo Bellini, noto per la sua produzione scultorea che si trova nello Stadio dei Marmi del Foro Italico a Roma, ove figura con ben sedici statue appartenenti al filone monumentale, secondo gli stilemi trionfanti in epoca fascista.
L'Accademia già possedeva una trentina di bronzi e terrecotte di Bellini, nato a Perugia e formatosi artisticamente proprio presso questa antica istituzione cittadina.
Opere alle quali si sono recentemente sommate le tre realizzazioni scultoree d'arte sacra di piccolo formato, donate dalla vedova Laura Brauzzi (una terracotta, un bronzo e una cera).
Lo stesso presidente Alfredo De Poi si era recato a Livorno per ritirare i manufatti che la signora Laura - oggi novantaseienne e soggiornante presso una casa di riposo - aveva inteso offrire alla città natale.
Nell'occasione, la vedova Bellini aveva fatto parola di una serie di disegni affidati nel 1980, per motivi di studio, a un professore docente dell'Accademia di Roma.
Sono opere grafiche interessanti, esibite una sola volta a Spoleto, in occasione della mostra intitolata "Il corpo in corpo".
Da allora non le aveva più viste nessuno e non erano state restituite. Anche perché l'artista era deceduto due anni dopo e, in mancanza di figli, a nessuno era venuto in mente di reclamarle.
D'altronde, c'era più di una buona ragione per pensare ad una tacita e pacifica usucapione da parte del professore che le aveva ricevute direttamente dall'autore circa un trentennio fa.
Ma De Poi ha colto al volo l'opportunità, interpretando correttamente la volontà della donazione. Ha pertanto consigliato la signora Brauzzi a sollecitare la restituzione dei diciassette disegni da parte del professore, che è un noto critico d'arte, mediante una lettera d'intenti autografa.
L'operazione è puntualmente andata a buon fine. Tanto che il plico con le opere è arrivato a Perugia per Natale. Una soddisfazione per l'Accademia e per la città. Sono studi di varie dimensioni, ritratti di persone di diverse età, soprattutto volti, realizzati in matita, penna e sanguigna.
Il lavoro più interessante effigia un manichino, sontuosamente vestito, sotto al quale sta la scritta "e cascò giù", con evidente allusione al crollo del regime (del quale Bellini era pure stato artista acclamato, come qualificato esponente del razionalismo monumentale).
Insieme alle opere già in possesso, i disegni saranno oggetto di una mostra in cui verrà proposta e ricordata alla città la figura di un artista a 360 gradi, capace di spaziare in tutti i campi.
Per i perugini sarà interessante scoprire la poliedricità di un maestro che ha lasciato tanti capolavori nel mondo.
Per non parlare di pezzi importanti, in mostra nella nostra città. Opere come la Madonnina della Provvidenza, nella nicchia della facciata di San Lorenzo, la statua di Luisa Spagnoli, al cimitero monumentale, l'altare ai caduti, presso Sant'Ercolano.
Realizzazioni che ci è capitato di avere sotto gli occhi, senza sapere granché dell'autore. Un perugino che ha lavorato in Italia, ma anche in Sud America (Cile, Argentina) e negli Stati Uniti.
Con riconoscimenti internazionali di assoluto prestigio. Un concittadino illustre che la mostra intende "restituire" agli umbri e non solo Sandro Allegrini

Corriere dell'Umbria Domenica 4 Gennaio 2009

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