Verso un E45 sicura

C'è un grande obiettivo che si sono dati al Compartimento Anas dell'Umbria.
Traguardo grande e ambizioso, ma assolutamente praticabile e non solo perché i malanni delle principali arterie stradali della regione hanno superato i limiti di guardia, ma anche e soprattutto perché - pur fra mille sacrifici ed economie - è dimostrabile che le risorse possono anche esserci.
Basta saperle spendere attraverso progetti efficaci, necessari e rispettosi dei tempi di realizzazione.
"Nel 2008 - rivela l'ingegner Andrea Primicerio, reggente dell'area tecnica dell'Anas che opera sull'intero territorio regionale - abbiamo dimostrato di saper investire, non a caso abbiamo creato le condizioni per spendere il 99 per cento delle risorse che ci sono state affidate e ciò ha determinato un'ulteriore crescita della capacità di ascolto della direzione generale nei confronti dell'Umbria."
Sulla base di certezze del genere, la grande missione è quella della messa in sicurezza delle principali strade della regione, o almeno quelle che sono sottoposte ai maggiori volumi di traffico.
E la prima, manco a dirlo, è la "ss3 bis", cioè il tratto umbro della E45, i circa 150 chilometri che vanno dal confine con il Lazio a quello con la Toscana; lungo questa striscia d'asfalto ogni giorno transitano in media 35mila veicoli, di cui il 35-40 per cento pesanti e non sempre in regola con i requisiti richiesti.
Il fatto che la E45 sia un'arteria senza pagamento di pedaggio comporta infatti che automezzi con carico superiore al consentito e in condizioni di manutenzione tutt'altro che regolamentari la identifichino come efficace "scorciatoia" per sfuggire ai controlli.
Ai caselli di ingresso delle autostrade, infatti, sono piazzate pese speciali che in caso di carico superiore al consentito impediscono l'apertura della sbarra che dà accesso all'arteria.
"Del piano di manutenzione e messa in sicurezza del tratto umbro della E45 - anticipa l'ingegner Andrea Primicerio - fa parte anche la creazione di stazioni di controllo per veicoli pesanti che, di concerto con i responsabili della polizia stradale e dei carabinieri, realizzeremo in alcune delle piazzole di servizio esistenti."
A monte di tutto, comunque, c'è una serie di lavori basilari che stanno interessando e finiranno con l'interessare la più grande strada dell'Umbria da qui al prossimo biennio.
Il grande, ambizioso obiettivo è il recupero nel minor tempo possibile del divario che si è venuto a creare negli ultimi anni, quando la prospettiva di una trasformazione della E45 in autostrada ha probabilmente determinato un calo di attenzione in fatto di manutenzione.
"Il primo traguardo che ci siamo dati - spiega Primicerio - è quindi quello di una tangibile riqualificazione del tracciato.
Abbiamo cominciato con la bonifica di tutte le piazzole di sosta e proseguiremo con il rifacimento della segnaletica e l'asfaltatura di tutti i tratti dissestati, che vorremmo definire entro il 2009.
Dove prenderemo i soldi? Una parte ce ne sono stati già assegnati, attingendo al fondo Anas dei finanziamenti non spesi da altri compartimenti, altri sono in fase di stanziamento a breve, altri ancora sono stati già affidati."
Il reggente dell'area tecnica dell'Anas dell'Umbria fa riferimento ai bandi, per un investimento complessivo di 19 milioni, pubblicati il 29 dicembre, che oltre a riguardare l'asfaltatura di alcuni tratti disastrati prevedono anche lavori strutturali di adeguamento per le gallerie "Colle Capretto" e "San Pellegrino", che si vanno ad aggiungere ai 3,8 milioni messi sul piatto per intervenire sulla galleria "Collevalenza".
Quelli del "restauro" dell'esistente e del suo ammodernamento tecnologico sono due filoni che viaggiano di pari passo sulle strade battute dall'ingegner Primicerio, come certifica il piano 2008-2012, uno dei primi obiettivi del quale è l'eliminazione dei tratti con asfalto deteriorato entro il 2009.
"Gli automobilisti andranno incontro a qualche disagio - spiega il dirigente dell'Anas - ma ritengo che il gioco valga la candela perché la E45 merita la giusta attenzione visto e considerato che dei tempi per una sua eventuale trasformazione in autostrada non abbiamo specifiche e indubitabili certezze.
Quindi non c'è motivo per procrastinare interventi e lavori indispensabili in fatto di sicurezza.
Una volta completato il passaggio dell'asfaltatura dei tratti ammalorati, passeremo al secondo step del nostro progetto, che prevede la ristrutturazione e la manutenzione delle barriere laterali per un importo di una quarantina di milioni di euro, ai quali ne vorremmo aggiungere altri sette-otto per la chiusura dei varchi ancora presenti.
Entro il 2010 vorremmo aver bandito tutte le gare funzionali a rendere la E45 sicura."
L'ammodernamento tecnologico della rete viaria regionale non si limiterà, però, soltanto a questo.
Ben delineato all'orizzonte si profila un altro ambizioso punto d'arrivo, la sagoma del quale comincia già a prendere forma nella zona di Ponte San Giovanni.
In uno degli snodi fondamentali della viabilità umbra sta per essere aperta una sala operativa assolutamente all'avanguardia, collegata in fibra ottica con un sistema di stazioni di monitoraggio e capace di dare informazioni agli automobilisti in tempo reale attraverso 25 pannelli a messaggio variabile che verranno installati sulle principali strade della regione.
A Balanzano, sede individuata per la struttura, arriveranno informazioni da tutta la regione su condizioni meteo, flussi di traffico, incidenti e viabilità e verranno messe a disposizione di chi si trova o sta per mettersi in viaggio, oltre che essere usate per coordinare gli interventi dei mezzi dell'Anas.
La struttura che sta per nascere avrà però anche un'altra funzione, altrettanto importante, cioè quella di essere centro di stoccaggio per il sale da usare nei mesi invernali.
"Ne avremo per noi - anticipa Primicerio - e anche per gli enti che se ne vorranno dotare, con i quali stiamo avendo incontri al fine di definire delle apposite convenzioni.
L'obiettivo, sul quale già ci stiamo attestando, è quello della totale autosufficienza dell'Umbria in fatto di interventi determinati dal maltempo."
Il compartimento Anas dell'Umbria, comunque, non è solo E45 ed emergenza neve, visto e considerato che di situazioni sulle quali intervenire ce ne sono.
Hai voglia se ce ne sono! Ne è convinto anche Andrea Primicerio:
"Un altro versante che stiamo affrontando con la stessa decisione è quello del raccordo Perugia-Bettolle.
Finché non vedrà la luce il cosidetto Nodo di Perugia, questo tratto resterà una tangenziale a tutti gli effetti e con tutti i problemi che determinano flussi di traffico importanti.
Anche qui abbiamo cominciato dalla ripulitura e dalla bonifica delle piazzole di sosta, alle quali si è aggiunta la tinteggiatura delle prime tre gallerie (Volumni, Prepo e Pallotta - ndr.).
Entro il 2009 vorremmo provvedere all'asfaltatura dei tratti deteriorati, per la quale abbiamo pronta l'istruzione delle gare d'appalto con una richiesta di fondi già avanzata di 3,9 milioni di euro."
Subito dopo prenderà il via anche il programma finalizzato al versante della sicurezza per ciò che riguarda il controllo della velocità: di concerto con la polizia stradale è infatti allo studio il posizionamento di una serie di autovelox fissi.
I primi dovrebbero essere collocati proprio nel tratto perugino, a partire dal celeberrimo curvone di Collestrada.
Interventi importanti sono previsti anche per la Flaminia, dalla Somma fino a Foligno, con un milione che è ancora necessario per la ripavimentazione all'altezza del versante spoletino e altri cinque per il resto dell'arteria fino a Foligno.
Gli ultimi due interventi da mettere in cantiere riguarderanno l'innalzamento degli standard di sicurezza sulle due grandi gallerie appenniniche dei Forca di Cerro e Forca Canapine.
Le maniche rimboccate sono dunque d'ordinanza nella stanza dei bottoni del Compartimento della viabilità per l'Umbria dell'Anas, al punto tale che ormai comincia a essere necessario anche un adeguamento di personale.
Fare in modo che allo stanziamento di fondi corrisponda, a distanza di pochissimi giorni, la pubblicazione dei bandi relativi è facile a dirsi ma difficile a farsi.
In Umbria, come hanno dimostrato i bandi del 29 dicembre, è possibile, ma rallentare questa favorevole inerzia sarebbe imperdonabile.
Di lavoro da fare per mettere a disposizione della regione e del suo tessuto socio-imprenditoriale una serie di strutture all'avanguardia ce n'è infatti ancora parecchio

Mauro Barzagna
Corriere dell'Umbria Martedì 24 Febbraio 2009

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