La pace Gauggi Geronzi

Scoppia la pace, dopo anni di fiera contrapposizione e battaglie legali (civili e penali) tra l'ex patron dell'Ac Perugia Luciano Gaucci ed il presidente del consiglio di Sorveglianza di Mediobanca Cesare Geronzi.
Dopo la rinuncia di Gaucci all'azione civile nei confronti del banchiere, al quale chiedeva il risarcimento dei danni per l'attribuzione della responsabilità per il fallimento della società di calcio umbra, ieri mattina Geronzi ha ritirato la querela per diffamazione per quelle dichiarazioni.
Dichiarazioni che avevano fatto finire sotto processo Gaucci non solo per diffamazione, ma anche per calunnia.
Per effetto del ritiro della querela, formalizzato dai legali del banchiere, gli avvocati Emilio Ricci e Francesco Vassalli, il pm Francesco Dall'Olio ha chiesto al giudice monocratico il non doversi procedere nei confronti di Gaucci, per remissione di querela sotto il profilo della diffamazione e, per quanto riguarda la calunnia, reato per il quale la procura ha proceduto d'ufficio, il rappresentante dell'accusa ha sollecitato l'assoluzione dell'imputato per
"insussistenza dell'elemento soggettivo."
La "vertenza" tra Gaucci e Geronzi aveva preso spunto dalle dichiarazioni del patron perugino, che accusava l'esponente di Mediobanca di aver determinato il fallimento del Perugia calcio.
Gaucci aveva parlato, tra l'altro, di regalie per circa 60 milioni di euro fatte a Geronzi ed ai suoi familiari nell'arco di 20 anni.
La sentenza del residuo di processo a Gaucci per calunnia è stata aggiornata al 15 luglio prossimo. Quando la polemica era rimbalzata sulle televisioni e sui giornali, alle affermazioni di Gaucci (che aveva sostenuto di aver frequentato per anni (sia lui che la sua famiglia) la villa dei Geronzi, il banchiere aveva replicato seccante sostenendo che le frequentazioni non c'erano mai state.
La pace esplosa in queste ultime ore è, indirettamente, una sorta di vittoria per Gaucci che sta rimettendo a posto i conti della sua vicenda e della "guerra" che aveva lanciato contro i "poteri forti" (così li definiva il patron) del calcio italiano.
Proprio la scorsa settimana Gaucci ha portato un altro attacco, sia pure su un altro fronte: ha chiesto il risarcimento dei danni del crac dell'Ac Perugia, ad un avvocato romano che lo aveva tutelato nella prima fase della vicenda (prima appunto del fallimento della società).
La richiesta di risarcimento è firmata oltre che da Lucianone, dai suoi figli, Alessandro e Riccardo.
Coinvolto nella vicenda penale del crac (inchiesta del pm Antonella Duchini e della guardia di finanza), Gaucci aveva dovuto subire, per evitare l'arresto, un asilo sia pure dorato a Santo Domingo di quasi tre anni
Corriere dell'Umbria Martedì 21 Aprile 2009

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