Strano ma vero. Passa per Firenze la via postale per recapitare una lettera imbucata a Perugia con destinazione Perugia, magari nello stesso quartiere.
Idem, se la si vuole inviare in un'altra qualsiasi località della nostra regione.
Assisi, Torgiano o Terni: è uguale. Diceva Ennio Flaiano che il nostro è un Paese dove la via più breve tra due punti è l'arabesco. Perciò accade questo: infiliamo la nostra missiva in una delle tante cassette di Poste Italiane, a orari prestabiliti la raccolta cittadina viene portata al centro operativo di via Mario Angeloni, da dove partono i furgoni con la corrispondenza alla volta di Firenze, al centro meccanizzato postale: il cmp.
Otto corse giornaliere, più o meno. In Toscana la posta viene come si dice in gergo "lavorata" e se destinata all'Umbria riprende la via di casa. Idem per le altre località del Perugino.
Ma da Città della Pieve e da Magione, ad esempio, la strada per la Toscana è diretta e non passa per il capoluogo umbro. Nulla di strano se nei periodi caldi, ad esempio quelli festivi, il cmp fiorentino s'intasa. Con buona pace dei tempi di consegna che si allungano. Poco importa se i francobolli sono ormai tutti di "posta prioritaria".
L'aggettivo smentisce se stesso. E se la prende comoda. Come mai accade questo, un vero nonsense? Per dirla ancora con Flaiano, qui nulla è più definitivo del provvisorio. Infatti il giro per Firenze doveva essere temporaneo, spiega Umberto Pocceschi segretario regionale di Slp-Cisl, sindacato di settore. "La promessa fatta da Poste Italiane era che nel capoluogo umbro sarebbe sorto un centro meccanizzato autonomo. Questo quattro anni fa, quando la via postale dell'Umbria prese la 'scorciatoià del Granducato". E da allora? "Promesse vaghe e reiterate.
Del tipo: sì lo faremo, ci stiamo ragionando su". Vero è che i flussi di corrispondenza negli ultimi anni sono calati. Internet ha fatto la sua parte. "Poste Italiane - dice il segretario - deve trovare più conveniente il giro fiorentino, ma è tutto da dimostrare, piuttosto che fare investimenti qui e migliorare il servizio alla collettività. Inoltre le macchine che lavorano la posta in Toscana sono le nostre, di Perugia. E basterebbe un capannone nemmeno grande in zona Balanzano per smaltire in un paio d'ore il flusso di tutta l'Umbria e recapitare in giornata".
Il problema riguarda anche Terni. Lì la posta imbocca la via per Roma Fiumicino, dove c'è un altro centro meccanizzato. Poi rientra se diretta in Umbria.
Scelta fantasiosa: com'è noto le strade intorno Roma non conoscono intasamenti, nei raccordi il traffico scorre liscio come l'olio. "É il sistema organizzativo e logistico che è sbagliato, però Poste Italiane preferisce lasciare tutto com'è" lamenta ancora il segretario regionale.
Come non bastasse, a pesare anche problemi che riguardano personale.
"Non solo i postini con tante ferie pregresse da smaltire e le zone scoperte dei colleghi assenti di cui farsi carico ogni giorno - riferisce Pocceschi -, il gap maggiore tocca gli addetti agli sportelli.
Dove la carenza di personale è molto pesante.
Chi va in pensione non è sostituito. Negli ultimi due anni circa cento gli 'sportellisti' andati in quiescenza in Umbria, ora siamo quasi al collasso. Ma il turn over è bloccato e si assume solo a tempo determinato, i trimestrali".
Insomma, la matassa è intricata. Se ne parlerà martedì in un incontro a Perugia con il segretario nazionale di Slp-Cisl, Lorenzo Galbiati. "Poste ha il bilancio in attivo ma non assume.
Il personale è costretto a pressing forti, mancano addetti e non ci sono premi di produzione degni di questo nome. Una situazione non sostenibile. Come sindacato chiediamo risposte chiare e tempi certi" promette Pocceschi. Sembra proprio che la protesta stia per prendere la corsia prioritaria

Donatella Murtas
Corriere dell'Umbria 12 Aprile 2009

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