Disposti a lavorare insieme, ma allo stesso tempo critici. Con un proprio programma indipendente, ma dentro la coalizione di centrosinistra per il governo della città.
Insomma, compagni di strada ma senza fare sconti e lesinare critiche. É "Perugia Civica": lista verde di cuore, di cultura e di progetti; promette "aria nuova in città" e ne fa il suo slogan elettorale.
Perché sia nata è Mariano Sartore, urbanista e docente universitario, a spiegarlo in un incontro pubblico (ieri mattina) alla sala della Vaccara.
Chiarendo in premessa che i verdi non erano presenti nelle due ultime consiliature, e proprio negli ultimi anni è stata messa a segno una serie di scelte piuttosto discutibili.
Necessario, allora, resettare scendendo direttamente in campo. Non prima, però, di aver fatto le pulci al governo cittadino responsabile di una serie di guasti. Quali? Sartore elenca in sintesi insieme agli altri compagni di lista, Renzo Zuccherini, Angela Cataliotti, Maria Pia Angellotti, con lui al tavolo dei relatori (tutti i nomi nel "Corriere" di domenica 10 maggio).
E quindi:
"Mobilità da rifare, centro storico utilizzato vantaggio degli imprenditori privati e che continua a svuotarsi, periferie dimenticate, troppo cemento e inquinamento, cultura piegata alle esigenze commerciali che privilegiano lo spettacolo invasivo che nulla porta alla qualità della vita collettiva, al recupero della socialità."
C'è un deficit di partecipazione e anche di trasparenza, il sistema politico è diventato autoreferenziale, taglia via Sartore, noto per non mandarle a dire.
Invece è necessario riportare al centro della cosa pubblica, delle decisioni, i cittadini. Quindi dal "palazzo" ai quartieri, alle piazze, "fin dentro le case". Basta allora
"con la stagione delle grandi opere ma piuttosto una grande stagione di opere. Pubbliche, a vantaggio di tutti."
Perugia e il suo territorio devono diventare un insieme organico. Vanno "pensati e disegnati" i luoghi nuovi dove vivere e lavorare, in un mix di funzioni garanzia di una vera fruizione sociale.
Criterio valido anche per il centro cittadino. É necessario creare valide alternative alla mobilità pubblica, cercando di limitare quella individuale.
Ancora: blocco della spesa per strade e opere a favore del traffico privato, ferrovie da incentivare.
Nell'opera di cucitura sociale tra città e territorio, punto focale è l'ambiente naturale e agrario.
Che non va trattato, si dice,
"come spazio in attesa di essere urbanizzato, ma va difeso perché l'agricoltura modella il paesaggio e lo preserva dal degrado."
É necessaria allora una politica che abbia una visione di sistema dei territori e degli interessi in gioco. Collante, un'azione che investa nella cultura
"come motore di crescita sociale prima che economica."
Un'utopia? Per Perugia Civica no. Per questo è scesa in campo
(Don. M.)
Corriere dell'Umbria

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