"Gli spazi esistono solo se ci sono gli uomini. E il problema dei centri storici, non solo in Italia ma ovunque, è che spesso non ci sono più gli uomini che ci vivono, ma solo uomini che li usano, che li sfruttano (...)."
Il pensiero del professor Alberto Grohmann, docente di storia economica all'ateneo perugino, può essere il punto di partenza di una nuova sfida: chi oggi amministra i centri storici deve coniugarne la tutela con la necessità di costruire spazi dove gli uomini possano vivere soddisfacendo desideri e bisogniLa Regione Umbria è entrata a capofitto nella "mission" con la legge regionale sulla riqualifica dei centri storici approvata di recente dal Consiglio e con il bando
"Programmi integrati di sviluppo urbano"
(Puc2) diretto a finanziare progetti presentati dai comuni umbri al di sopra di 10mila abitanti per la rivitalizzazione del tessuto economico, culturale e sociale.
Dopo anni di urbs, siamo all'era della civitas. Ieri la Giunta Regionale, su proposta dell'assessore alla riqualificazione urbana e ai centri sorici Silvano Rometti, ha approvato l'attesa graduatoria dei comuni finanziati.
Dei 19 al di sopra dei 10mila abitanti tutti hanno risposto al bando presentando entro il dicembre scorso i progetti.
La commissione, dopo una valutazione delle proposte durata sei mesi e basata su quindici parametri tecnici, ha ammesso 17 progetti, escludendo solo i comuni di Magione e Bastia Umbra.
Dei 17 ammessi, ieri 10 hanno ricevuto le risorse regionali. Questo l'elenco: Spoleto, Amelia, Narni, Perugia, Foligno, Castiglione del Lago, Terni, Umbertide, Gubbio e Todi.
L'ammontare dei fondi regionali erogati nell'immediato è di oltre 65 milioni di euro, a questi si andranno ad aggiungere altri 150 milioni di investimenti da parte dei Comuni e dei privati.
Per quanto riguarda gli esclusi, l'assessore Rometti, rispondendo all'interrogazione del consigliere Andrea Lignani Marchesani (Pdl), assicura che nel breve periodo saranno reperite risorse per altre due amministrazioni: Città di Castello e Marsciano grazie ai mezzi che potrebbero arrivare dallo sblocco dei Fondi per le aree sottoutilizzate (Fas), peraltro annunciato dal presidente Berlusconi, e da altre voci ancora.
Per i rimanenti 5 (Orvieto, Gualdo Tadino, Assisi, Corciano e San Giustino) Rometti ha assicurato che si cercherà di intervenire con rapidità anticipando comunque risorse.
Entrando nel merito dell'interrogazione sollevata dal gruppo consiliare Centro Destra per San Giustino riguardo al mancato inserimento in graduatoria del progetto di riqualificazione presentato (con un impegno di spesa di 8 milioni di euro), sempre l'assessore Rometti ha fatto notare che per la commissione tecnica la proposta di San Giustino è risultata all'ultimo posto con un punteggio totale di 45,27.
"Prioritari nella valutazione - ha sottoneato ancora Rometti - sono stati gli elementi di riqualificazione del tessuto economico urbano, più degli stessi interventi strutturali che invece sembrano avere precedenza nel progetto di San Giustino.
Comunque, ricordo, ammesso."
Quando tutto il piano sarà finanziato le risorse in campo saranno pari a 110 milioni di euro provenienti dalle casse della Regione e altri 200 milioni saranno stanziati dai Comuni e da privati, per un totale di oltre 300 milioni di euro destinati a interventi che vanno a incidere sensibilmente sul tessuto urbano, produttivo, sociale ed economico attraverso il riuso di spazi, recupero di edifici, riconversione delle aree, stimolo alle attività economiche.
Per citare alcuni significativi casi in cantiere, nel centro storico di Perugia entro due anni (è l'arco temporale imposto dalle misure Cee) nascerà un palco permanente per concerti nell'arena Santa Giuliana; ma anche un nuovo teatro in corso Cavour diretto dall'attrice Mariella Chiarini; sarà pure riaperta ai visitatori la torre degli Sciri.
Il Comune di Gubbio, molto soddisfatto dei soldi in arrivo, provvederà innanzitutto alla riqualificazione del vecchio ospedale di piazza 40 Martiri e dell'area circostante riconvertendo gli spazi in struttura alberghiera, servizi di ristorazione, città della salute, negozi, edilizia a canone agevolato.
"Insomma in pochi anni i nostri centri storici - conclude davvero soddisfatto Rometti - si riapproprieranno della loro dignità di luoghi della storia e assumeranno la fisionomia di spazi dinamici dove nascono nuovi interessi."
Ovvero le polis

Sabrina Busiri Vici
Corriere dell'Umbria Mercoledì 29 Luglio 2009

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