"Senza rimpianti" - ha tenuto a sottolineare Angelo Colussi, il committente. Questa mattina, tra le 8.30 e le 8.50, molto dipenderà anche dalle condizioni atmosferiche, la General Smontaggi e la Tecnomine, faranno saltare in aria il Molino Pastificio Ponte.
Saltare in aria per modo di dire perché, più esattamente, i 125 chili di esplosivo, piazzati in un certo modo e in una certa maniera e fatti esplodere non tutti insieme, ma con microritardi di millesimi di secondo, abbatteranno il grande silo di 55 metri di altezza, come un albero.
Addirittura la struttura, per effetto dell'esplosione, compirà una sorta di semi-giro verso sud-ovest per cadere nella direzione voluta dagli esperti: verso via Manzoni.
Un lavoro che sarà effettuato con tecnologie sofisticate e che sarà monitorato addirittura con apparecchiature sismiche per verificare l'impatto al suolo delle 10mila tonnellate di inerti.
La struttura insomma, non si sbriciolerà e, dopo, per completare l'opera, saranno fatti intervenire mezzi come l'escavatore ciclopico Pmi 980 da 140 tonnellate (ne esistono solo 4 esemplari al mondo), oltre a frantumatori, cesoie, pinze demolitrici, pinze multiuso, benne frantoio, benne vagliatrici, martelli demolitori.
Stamane il traffico in tutta l'area interessata, che è la parte più vecchia di Ponte San Giovanni, sarà bloccato, per motivi di sicurezza (l'operazione per il Comune sarà coordinata da Roberto Chiesa), alle 7 del mattino.
Chi vorrà assistere l'evento potrà farlo, in particolare dalle zone più alte, da una distanza di cento metri (che è quella di sicurezza).
Quando tutto sarà pronto, prima di dare il segnale all'esperto che darà fuoco alle micce, verrà bloccato il traffico nei due sensi sulla E45 e verrà bloccato anche il traffico aereo sopra il cielo di Ponte San Giovanni.
Gli abitanti della "zona rossa" (cioè i 250 abitanti che vivono in palazzine all'interno dei 100 metri di distanza dalla torre da abbattere) verranno evacuati di primo mattino.
Gli abitanti della zona verde (altre 100 persone) potranno restare nelle loro case a determinate condizioni, prendendo cioè tutta una serie di precauzioni.
Uno dei problemi più rilevanti potrebbe essere la polvere. Anche a questo problema però è stata trovata una soluzione: tre cannoni ad acqua "spareranno" sulla struttura per limitare o annullare le conseguenze del crollo
Elio Clero Bertoldi
Corriere dell'Umbria Sabato 4 Luglio 2009
video dal canale youtube moncioperugia

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