Fare sistema è forse una locuzione sin troppo abusata, eppure mai come nel caso di Umbria Jazz 2009 sembra essere più appropriata.
É infatti grazie allo sforzo congiunto tra soggetti pubblici e privati, tra amministrazioni locali e sponsor e soprattutto grazie ad un pubblico che ha tenuto alta la guardia e ha risposto entusiasticamente alle proposte in programma, che Umbria Jazz ha superato agevolmente i venti di crisi planetaria.
L'avvocato Stefano Mazzi, membro della nuova associazione di Umbria Jazz parla di tempestività, quasi una preveggenza quando lo scorso anno (ancora la recessione mondiale era soltanto ipotizzata da qualche esperto in economia e finanza), si pose il problema di un nuovo assetto organizzativo di Umbria Jazz, pienamente raggiunto con la costituzione della nuova Fonazione di partecipazione a cui hanno aderenti come membri Aria e Acqua Tione, mentre Kraft con il Caffè Hag confermano anche per il prossimo anno la loro adesione come sponsor.
Date le premesse i numeri sono trionfalistici con 40 mila paganti ai concerti e oltre un milione di incasso attenuto solo dallo sbigliettamento.
Notevole la ricaduta sotto l'aspetto turistico se è vero che Umbria Jazz ha dato vita ad un flusso di presenze pari circa 400 mila.
Gli artisti coinvolti sono stati nel totale cinquecento, mentre il numero complessivo dei concerti è stato pari a 220, quattro i palchi all'aperto.
Sul versante della sicurezza sembrano ormai distanti anni luce gli anni delle contestazioni, tutto si è svolto nel più canonico degli andamenti e non si sono registrati episodi particolari, tali che possano essere legati al pubblico del festival.
I dati confermano di un sostanziale andamento dell'ordine pubblico al pari di quanto accade normalmente nel corso dell'anno, senza né picchi, né impennate.
Umbria Jazz trentasette passa quindi agli archivi come tra i festival più riusciti degli ultimi anni con due iniziative di cui - come ha ricordato Mazzi - il festival va orgoglioso: la serie di concerti del Juakali Drummers, gruppo kenyota di ragazzi dei sobborghi di Nairobi che hanno entusiasmato il pubblico del teatro Brecht di San Sisto e quello di piazza IV Novembre con entusiasmanti performance percussionistiche e il concerto dei Funk Off nel carcere di Capanne.
Il sindaco Boccali ha ricordato quanto ormai
"sia stretto il rapporto tra la città e il festival"
e si è detto soddisfatto dell'investimento che il Comune
"nonostante la scure di Tremonti"
ha compiuti in termini di cultura e turismo, mentre la presidente della Giunta regionale Maria Rita Lorenzetti ha sottolineato come Umbria Jazz "negli anni sia diventato un grande evento che traina l'immagine dell'Umbria nel mondo soprattutto sui mercati americani, frutto anche di una politica dei grandi eventi che la Regione persegue. Politica che ha reso i suoi frutti, forse impensati, come risulta da un recente studio che ha stabilito di quanto sia incisiva per lo sviluppo dell'economia regionale."Se non avessimo dato vita alle grandi mostre del Perugino e del Pintoricchio - ha affermato la presidente - si sarebbe verificato un impatto talmente negativo pari alla chiusura di un'azienda di medio-grandi dimensioni con quattrocento addetti".
Infine Carlo Pagnotta non rinuncia alla polemica quando rinfocola gli antichi diverbi con l'ex sindaco di Terni Paolo Raffaelli, principale sostenitore della rottura tra il festival perugino e la città dell'acciaio, ora rientrato nelle sedi della Rai regionale: "Raffaelli - ha commentato Pagnotta - è stato "condannato" a fare servizi su Umbria Jazz.
Una bella soddisfazione per me ". Per quanto riguarda l'aspetto artistico Pagnotta è soddisfatto sia del duo Bollani-Corea, sua "invenzione", sia della serie di concerti dell'Aacm, collettivo di musica d'avanguardia di Chicago "un evento che un festival come Umbria Jazz si deve permettere anche se non porta molta gente a teatro".
Dopo aver ringraziato pubblicamente Stefano Lazzari che ha sostituito il compianto Sauro Peducci, Pagnotta si è detto sicuro che il prossimo anno vedrà il sicuro subingresso nella Fondazionedella Provincia di Perugia e della Camera di commercio, mentre meno ottimista si è dimostrato come tifoso di calcio se è vero che ha manifestato certezze sul fatto che la nazionale italiana non disputerà le finali dei mondiali in programma il 10 e l'11 luglio 2010, date che combaciano con il periodo di svolgimento della prossima edizione di Umbria Jazz (9-18 luglio)

Claudio Bianconi
Corriere dell'Umbria Lunedì 20 Luglio 2009

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