I costi per acqua e trattamento rifiuti avanzano ad una velocità quasi tripla rispetto a luce, gas, telefono e trasporti.
Le tariffe locali corrono ed i Consumatori dell'Umbria lanciano sin da ora la sfida d'autunno preparandosi ad incontrare comuni e società di gestione dei servizi pubblici locali.
Secondo un'indagine Indis di Unioncamere, ad una crescita annuale dello 0,9% (a maggio 2009) delle tariffe "a controllo nazionale", corrisponde un'avanzata del 3,1% di quelle decise a livello territoriale. Non solo Tia e servizi idrici, ma anche asili nido, musei e taxi. Secondo l'analisi dell'Istituto nazionale distribuzione e servizi la componente tariffaria potrebbe pilotare la ripresa della dinamica inflazionistica.
"L'incremento - spiegano - risente oltre che del minore apporto deflazionistico dei prezzi dei medicinali, dei rincari registrati sul versante tariffe ferroviarie e pedaggi autostradali.
A maggio le tariffe locali hanno poi evidenziato una dinamica più elevata con il tasso di variazione spinto al 3,1%, diretta conseguenza degli aumenti dei corrispettivi di alcuni servizi di pubblica utilità come acqua potabile e rifiuti solidi urbani."
Tutto questo analizzando il periodo maggio 2008-maggio 2009 e considerando la stretta nazionale sulle casse dei comuni per il futuro le prospettive non sono rosee.
"i Consumatori lanciano la sfida a tutte le istituzioni ed i servizi pubblici locali dell'Umbria - spiega Anna Rita Cosso, segretario regionale di CittadinanzAttiva - sul tema dell'applicazione del comma 461 della Finanziaria 2008, che prevede il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori in attività di verifica della qualità e della fissazione delle tariffe a livelli di mercato, come succede per le energetiche.
É quello che stiamo già facendo con le nuove amministrazioni comunali cui chiediamo di aprirsi ad una consultazione continua e non episodica a trattare questo argomento.
Serve un'interlocuzione più matura."
In piena estate e in pieno tempo di vacanze scoppiano i casi caro carburante ed il caro acqua. Lo segnala l'Adoc Umbria denunciando in tre anni un aumento medio di benzina e gasolio del 3%: rincari registrati sempre a ridosso delle ferie.
Ma in questa torrida estate c'è un altro rincaro che sta angustiano cittadini e turisti, quello dell'acqua minerale il cui prezzo del mezzo litro, secondo un'indagine della stessa associazione, in otto anni è salito del 104%.
Tutto questo mentre gli umbri stanno vivendo una delle fasi più calde anche sul versante tariffe locali con rincari, secondo la Indis Unioncamere, dall'1 al 7%.
Scondo l'Adoc Umbria, in prossimità della fase centrale delle ferie si registra un rialzo immotivato dei prezzi di benzina e gasolio con un rincaro medio, rispettivamente, di 2 e 1,66 euro a pieno .
"Nel settore c'è una speculazione che dal 2007 sta diventando una consuetudine - osserva il presidente regionale, Angelo Garofalo - a ridosso delle partenze estive.
Mediamente un litro di benzina è ricarato del 2,9%, quello del gasolio, del 2,7%. E mettendo insieme due pieni a viaggio in Italia, con 10 milioni di automobilisti "on the road" frutta almeno 40 milioni.
Tutto questo mentre il prezzo del greggio è rimasto immutato. Anzi, se nel 2007 il costo del petrolio era di 75 dollari a barile, di poco superiore all'attuale, oscillante sui 72 euro, la benzina costava solo un cent in più, con un cambio euro dollaro meno favorevole dell'attuale. Ci auguriamo che l'Antitrust, da sempre vicina ai consumatori, intervenga frenando un fenomeno che penalizza anche il turismo.
Molti umbri e italiani, infatti, sono costretti a limitare gli spostamenti in estate."
Sembra diventata più cara della "verde" anche l'acqua minerale che secondo un'indagine del centro studi Adoc rivela aumenti medi in questo periodo del 4,4%. E scatta la denuncia dell'associazione.
"Che l'acqua sia un bene prezioso è risaputo - osserva Garofalo - ma applicare prezzi fuori mercato è ingiusto nei confronti di consumatori e turisti, specie in estati afose come questa."
I risultati dello studio Adoc rilevano speculazioni di una parte della distribuzione, sia grande che piccola, e della ristorazione, nonostante la buona concorrenza.
"Abbiamo rilevato come nel periodo giugno-settembre nella grande distribuzione si riducano le offerte sulle confezioni famiglia da 1,5 litri - aggiunge Garofalo - per le quali riscontriamo una contrazione superiore al 30%.
E i prezzi salgono alle stelle con aumenti fino al 7,6% per le bottigliette da mezzo litro delle marche commerciali.
E chi risente di tale rialzo sono in primis, i più deboli: anziani e turisti. I primi devono necessariamente bere, specie nelle ore di punta delle giornate più calde; mentre i secondi, non informati sulle politiche dei prezzi praticate dagli esercizi, spesso comprano ugualmente, seppur controvoglia.
Per questo chiediamo un intervento mirato dei comuni affinché i vigili urbani controllino e multino gli esercenti che si comportano in modo sleale."
L'associazione propone di realizzare fontane pubbliche invitando i comuni umbri a più alta vocazione turistica a mettere a disposizione più punti di erogazione di acqua pubblica, specie nei centri storici, con tanto di mappa da fornire negli info point.
"Siamo a disposizione per valutare iniziative come quelle messe in campo a Venezia - aggiunge Garofalo - dove il comune mette a disposizione del turista un kit, con tanto di piantina delle fontanelle ed una bottiglietta di plastica vuota.
L'uso dell'acqua pubblica potrebbe far risparmiare non pochi euro ai turisti assetati, visto che nel centro storico di Perugia, ad esempio, per una mezza minerale si arriva a spendere fino a 3 euro."
Preoccupa anche il fronte tariffario dell'acqua, con i costi del servizio idrico integrato che in Umbria in media dai 111 ai 135 euro l'anno per una famiglia monoreddito di 3 persone.
"Siamo partiti da Perugia per creare con Umbria Acque una commissione mista conciliatoria per dirimere i contenziosi - spiega Anna Rita Cosso, segretario regionale di CittadinanzAttiva - con rappresentanti di tutte le associazioni dei consumatori per ridiscutere il regolamento e proporre eventuali correttivi.
Nei giorni scorsi ci è stata proposta una bozza di regolamento che dovrà disciplinare come funzionerà tale organismo chiamato a risolvere "mille" contenziosi che sorgono.
Anche sul versante tariffario."
Ma in Umbria resta aperto anche il tema dell'Iva sulla Tia con tanto di richiamo delle associazioni ai vari gestori regionali a recepire le ultime sentenze della commissione tributaria.
"a Foligno e Spoleto ci siamo mossi con le nuove giunte comunali per affrontare il tema dei servizi Vus, dall'acqua ai rifiuti, ed a Terni è già partito un monitoraggio con l'Ato per valutare stato e tariffe del servizio idrico. Se si lavora insieme possono uscire buone cose."
A livello di tariffe, l'ultimo osservatorio, riporta la situazione 2007 che ritraeva la regione in una situazione non dissimile dal resto d'Italia.
"Il problema è che bisognerebbe trovare il modo di accelerare i tempi per la raccolta e l'elaborazione di tali dati - spiega Cosso - affinché l'Osservatorio tariffe e tributi diventi un valido strumento di verifica e programmazione.
Allineato al sistema di rilevazione dei prezzi del Ministero delle Attività produttive."
di Fabio Nucci
Il Messaggero Venerdì 28 Agosto 2009

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