É tutt'altro Perugia. Scelte difficili La prima svolta è arrivata al Curi il 13 settembre. Mister Pagliari è tornato al suo caro 4-4-2 e ha puntato su un centrocampo diverso, con Menassi e Perra in mediana e Gatti in panchina dopo una settimana passata in infermeria. Proprio il suo pupillo Menassi ha sbloccato la partita con l'Alessandria dedicando il gol al proprio mister con una generosa corsa verso la panchina e, di fatto, invertendo il trend negativo del Perugia proprio al 19' di quel primo tempo. La stessa linea mediana è stata confermata prima a Como e poi di nuovo con il Monza. E nel frattempo capitan Gatti è rimasto a guardare nonostante sia abile e arruolabile. Non facile la gestione della situazione, ma i risultati e le prestazioni in campo della nuova coppia di centrocampisti centrali ha facilitato e soprattutto legittimato le scelte del mister biancorosso. Punta vera Con l'arrivo di Daniele Paponi il Perugia ha trovato la punta giusta per migliorare e rendere più fluido il proprio gioco. Il giovane attaccante scuola Parma è infatti dotato di fondamentali di primissima scelta che gli permettono di reggere l'intero peso dell'attacco sulle proprie spalle.
Ha grande dimestichezza nel proteggere la palla, far salire la squadra e giocare di sponda con il proprio collega di reparto (Del Core, con il quale l'intesa è già significativa dopo appena quattro settimane). La sua mole di lavoro per i compagni è semplicemente mostruosa. E pazienza se sino ad ora è mancato il gol. In due occasioni, entrambe al Curi, è stata la jella (sotto forma di traversa) a dire di no alla punta arrivata in Umbria nell'ultimo giorno di mercato. Dalla sua presenza in campo non si può più prescindere. La testa a dare poi la svolta al difficile momento biancorosso è stato il gruppo. Chissà che cosa si sono detti prima della sfida con l'Alessandria, quale tasto magico Marcaccio e Pagliari hanno toccato per trasformare un gruppo di giocatori confusi in uno più garibaldino e concreto in campo. Fatto sta che la testa ha resettato tutti i problemi e il Perugia ha cambiato marcia.
La prova assoluta è stata proprio domenica quando una partita a senso unico poteva avere altra fine con l'unico tiro in porta prodotto dal Monza. E lì il Perugia non si è scomposto, le gambe non hanno tremato. Il Grifo è ripartito all'assalto, alla ricerca del gol. Magari un pelo disordinato, anche arruffone visto che la squadra si era allungata, ma sicuramente con grinta e cuore. Sintomo che i brutti pensieri non sono più di casa nella testa dei giocatori biancorossi. Spina dorsale Benassi, Raimondi, Menassi, Perra, Paponi. Attorno a loro tutti riescono a dare un qualcosa in più. Se poi Bondi accende la luce con frequenza e Stamilla diventa così devastante anche in zona gol, l'autostima cresce e il Perugia scala i gradini della Prima divisione.
Le tre vittorie consecutive, due in casa e una in trasferta dopo sei mesi di oblio, non devono però far pensare che questo Grifo sia perfetto. Troppe volte in queste ultime sfide e in concomitanza dei minuti finali la difesa biancorossa ha "ballato" rischiando di gettare al vento quanto di buono costruito nell'arco di tutta la partita. C'è da perfezionare la condizione fisica, recuperare Gatti (che a questo punto può essere un valore aggiunto), terminare l'operazione Ercolano (deve ancora lavorare tanto) e mettere a punto la condizione fisica. E poi vincendo con il Viareggio andare a giocare sul campo della Cremonese potrebbe essere anche piuttosto sfizioso..
Nicola Uras
Corriere dell'Umbria Martedì 29 Settembre 2009




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