Un casinò all'isola Polvese?!

Un casinò all'isola Polvese per rilanciare il lago Trasimeno. Questa la proposta dell'imprenditore umbro Gianluca Bardelli per arginare il problema del prosciugamento delle acque, processo che sta provocando danni non solo ambientali, se consideriamo le macchie di sedimenti che non depositandosi sul fondo vanno ad aggiungersi alle alghe danneggiando la bellezza del lago. L'aspetto del Trasimeno ha creato problemi anche alla stagione estiva da poco lasciata alle spalle, complicata dalla presenza di innumerevoli insetti. e proprio in relazione all'attività turistica e alle preoccupazioni di molti esercenti Bardelli ha lanciato la sua idea, convinto che questa realizzazione possa accrescere l'interesse dei visitatori, attratti non solo dalle bellezze ambientali ma anche da nuove strutture ricettive legate alla nascita del casinò. Ecco cosa ne pensano alcuni residenti. Erica Fuso, studente all'università di ingegneria di Perugia che abita a Sant'Arcangelo, si dice subito favorevole, convinta che
"il lago sia effettivamente poco sfruttato e ancor di meno l'isola Polvese che con la sua strategica collocazione potrebbe interessare e stuzzicare la curiosità di molti turisti."
Dello stesso parere Carlo Zampetti di Magione, anche lui d'accordo sulla nascita del casinò che
"porterebbe maggior turismo e soprattutto nuovi posti di lavoro, in una situazione precaria come quella che stiamo effettivamente attraversando."
Parla di turismo anche Danila Cancelloni, una esercente di Magione che pur consapevole del fatto che potrebbero esserci anche dei contro e non solo pro, punta la sua attenzione sul positivo di questa struttura,
"il giusto valore aggiunto per salvare il lago e la sua attività turistica, che non sarebbe limitata alla sola stagione estiva, ma si aprirebbe a tutto l'anno favorendo le strutture alberghiere e ristorative."
Dunque un coro di sì, tra cui anche quello del proprietario del bar Clambo di Magione Roberto Bianchi:
"Favorevolissimo, è ora di dare al lago un nuovo volto e se per farlo c'è bisogno di creare strutture come questa si faccia pure, il Trasimeno ha bisogno di una nuova immagine."
Secondo Loredana Locchi la proposta è
"un modo interessante per un rilancio equo del turismo così da poter fornire il giusto aiuto al nostro lago, valutandone in modo serio i problemi e cercare quindi di ovviarvi. Inoltre il Trasimeno acquisterebbe maggior valore sia dal punto di vista nazionale che internazionale."
E poi l'edicolante Simona Lestini:
"Sono d'accordo, l'importante è che questa rivalutazione porti davvero un aiuto serio al lago, sarebbe ingiusto che si lucrasse sopra ad una questione delicata come quella del Trasimeno."
Il segretario della cooperativa pescatori di San Feliciano, Marcello Zoppitelli, dopo un primo momento di sorpresa, si mostra propenso alla questione:
"Sarebbe un bene per molti ristoratori e per le strutture alberghiere, senza contare che si aprirebbe il Trasimeno a un turismo più eterogeneo implicando l'arrivo di una clientela diversa da quella che il lago può aver avuto fino ad ora. L'unico dubbio - dice il segretario - riguarda la capacità di isola Polvese a sostenere dal punto di vista ambientale la creazione di strutture come questa."
L'unico pensiero contrario ci viene da Francesca Rossini, studente universitaria a Torino ma nativa di Magione, la quale si mostra perplessa del fatto che la nascita di un casinò possa essere il giusto mezzo per rivalutare il lago:
"Aprire questa realtà a strutture che prevedono giochi di questo tipo potrebbe essere pericoloso, il lago non credo abbia bisogno di aiuti del genere, il gioco d'azzardo sta dilagando già ovunque, sarebbe sbagliato offrire un ambiente incontaminato come il nostro a una modernità così aggressiva; senza contare i danni che potrebbe portare all'ambiente, forse diversi, ma più pericolosi, di quelli che attualmente siamo soliti vedere. Sarebbe bene invece cercare di sensibilizzare gli abitanti, delle zone lacustri e non, al problema del lago chiedendo il loro aiuto e quello di associazioni per l'ambiente"
Alice Guerrini
Corriere dell'Umbria Lunedì 28 Settembre 2009

1 commenti

  1. phoebe  

    8 ottobre 2009 10:32

    NON HO PAROLE! Certo, in una oasi naturalistica, in un momento di crisi, invece di valorizzarla in maniera adeguata che si fa? Ci si fa un bel casinò!!!!
    Che balla idea!

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