Con il naso all'insù, sperando che le condizioni meteorologiche contribuiscano a ristabilire una qualità dell'aria migliore, con gli occhi fissi sui rilevamenti delle tre centraline presenti a Fontivegge, Ponte San Giovanni e via Cortonese. É il destino che in questi giorni vivono i tecnici e gli amministratori del Comune di
Perugia, alle prese anche loro con l'innalzamento dei valori di concentrazione di polveri sottili. Se si dovesse continuare di questo passo, non è escluso che vengano presi provvedimenti di limitazione al traffico, come per esempio l'interdizione al transito, nelle aree urbane, per veicoli e motocicli pre-euro e di ciclomotori a due tempi.Eventualmente, il blocco sarà attuato dalle 8.30 alle 19.30 per non meno di due giorni lavorativi fino al 31 marzo. Nel caso poi la situazione non dovesse migliorare, i Comuni - come è stato già disposto a
Terni - potranno arrivare a rivedere l'adozione di targhe alterne, oppure la chiusura totale del traffico privato nelle aree interessate. Provvedimenti drastici, che a
Perugia non sono stati ancora presi ma che si profilano comunque all'orizzonte in considerazione delle rilevazioni che vengono raccolte presso le tre centraline di monitoraggio. Quella posizionata a Fontivegge, tanto per dire, ha collezionato ieri lo sforamento numero 54 dall'inizio dell'anno per ciò che riguarda il livello di Pm10. É il decimo giorno consecutivo che avviene. Se ciò dovesse verificarsi per tre giorni consecutivi in tutte e tre le centraline dislocate sul territorio comunale, anche Perugia dovrà prendere in considerazione i provvedimenti di limitazione al traffico, visto che c'è anche da tener conto del fatto che la centralina di Fontivegge è ben oltre i limiti di sforamento annuale, individuati in 35 giorni di posizionamento al di sopra dei livelli consentiti; per le polveri sottili si parla la soglia dei 50 nanogrammi per metro cubo come livello di attenzione massima. Sul fronte della qualità dell'aria, tutt'altro che da sottovalutare sono anche l'innalzamento del livello di concentrazione, questo soltanto alla stazione di Fontivegge del biossido di azoto, altro agente inquinante da tenere sotto controllo per evitare danni alla salute dei cittadini. Sul piano degli interventi da adottare, molto dipenderà dalle condizioni atmosferiche dei prossimi giorni. Se l'umidità dovesse persistere saranno dolori, visto che la permanenza nell'atmosfera delle polveri continuerà a essere il fenomeno predominante. Scenari ben diversi, con livelli di allarme più bassi, nel caso di arrivo di venti o, come le previsioni lasciano intendere, di piogge, che schiacceranno definitivamente a terra qualsiasi genere di particella
Mauro Barzagna
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