Mignon, Lux, Modernissimo, Lilli, Pavone. La novena funebre è lunga. E non è completa a quanto pare. Il declino culturale dell'acropoli e di tutta la città ha una sintomatologia precisa nella chiusura delle sale cinematografiche storiche della vetusta, d'essai e meno d'essai. Una morìa che ha visto le istituzioni spesso impotenti, a tratti ignave, guardare senza fare nulla. Difatti nessuno di questi cinema, per lo più allocati in centro, è stato riaperto: a loro posto le multisale della periferia. L'ex oratorio Santa Cecilia tra via Fratti e via della Stella alcuni giorni a settimana faceva proiezioni per giovani: film popolari a prezzi stracciati. Veniva chiamato Pidocchietto, come ai tempi il restaurato cinematografo Sant'Angelo proprio per l'esiguità del prezzo biglietto. A metà degli anni Ottanta ha chiuso i battenti lo storico Mignon, nei pressi dell'Arco Etrusco. Diversi anni dopo è toccato a un altro polo d'attrazione per i cinefili perugini ed umbri: il Modernissimo. Poi il magnifico Lilli, ridotto a stanze vuote, e per finire il Pavone, il cui futuro è ancora incerto. Meglio, nebuloso: il progetto di rilancio dopo gli annunci delle settimane scorse stenta a decollare e alcuni operatori culturali contattati hanno dato forfait. C'è poi l'ipotesi di acquisto del Turreno da parte di Palazzo dei Priori ed è logico pensare che, una volta comperato, tutti gli eventi che hanno come partner il Comune (da Umbria Jazz a Eurochocolate) transiteranno proprio per il Turreno piuttosto che passare dal Pavone. Resta in piedi l'ipotesi del bar ristorante, anche se non è ancora chiaro se l'autorizzazione dovrà arrivare dall'amministrazione locale oppure è già ricompresa nel pacchetto licenze del cinema. La vocazione confermata è quella "multifunzionale" con una proposta fra le più variegate: cinema, teatro a tema (giallo, letterario, storico ma anche sperimentale, magari in collaborazione con una compagnia locale), opera e operetta (in collaborazione con la Provincia e il Lirico Sperimentale di Spoleto), cabaret, grandi eventi. Questo nel libro delle intenzioni. Si attendono i fatti
(AleAnt)
Corriere dell'Umbria Giovedì 3 Dicembre 2009

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