Ikea a Perugia: sì, no, forse

Il vero nodo è l'impatto ambientale. Su questo stanno lavorando alacremente i diretti interessati. Non più tardi di un mese fa gli "uomini Ikea" si sono recati in Provincia per chiedere lumi sulle norme e i vincoli fissati per le grandi superfici commerciali. Anche perché l'area dove verrebbe a insistere il nuovo punto vendita del grande maschio svedese è un terreno di alto pregio agricolo, nella zona di San Martino in Campo. A confermare il vertice lo stesso presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi.
"i rappresentanti di Ikea - spiega Guasticchi - sono venuti in Provincia per un incontro tecnico e anche per presentarsi. Al centro del summit la valutazione ambientale dell'opera. Abbiamo dato la nostra disponibilità, in attesa che cui presentino il progetto."
Dunque l'iter va avanti, anche se la palla in questo frangente è a Palazzo Cesaroni per la modifica della legge regionale sul commercio ingarbugliata in commissione dal recepimento della norma europea (la famosa direttiva) Bolkestein. L'atto è dunque ancora spiaggiato in consiglio regionale, e in molti sono scettici sul fatto che si possa giungere al placet definitivo prima della fine di questa legislatura. Ma il vero spauracchio è l'indagine della procura della Repubblica avviata diversi mesi or sono - guarda caso - su input di un esposto di Italia nostra. Il fascicolo aperto di fatto congela l'iter della variante urbanistica, che per stessa ammissione dell'assessore al ramo Valeria Cardinali, sarebbe in fase di ultimazione:
"Loro stanno andando avanti, in attesa della modifica della legge regionale: per essere subito pronti a partire, in caso positivo."
La spada di Damocle è confermata dallo stesso Palazzo dei Priori.
"La procura della Repubblica di Perugia - è scritto in una determinazione interna di Palazzo dei Priori - ha aperto un fascicolo di indagini preliminari con richiesta di copia conforme dell'istanza eventualmente presentata da Ikea al Comune di Perugia; è stata data risposta fornendo informazioni sui contatti e gli incontri avuti con i rappresentanti Ikea."
La prima manifestazione di interesse è relativa a una
"nota del 29 aprile 2009, nel quale Ikea Italia Property srl ha resa nota la volontà di inserire un punto vendita sul territorio del comune di Perugia. Per promuovere o bocciare la variante, comunque, serve il disincaglio in Regione. "
Allo stato attuale - scrive la giunta comunale di Perugia nella determinazione interna 133 dello scorso giugno, l'unico atto amministrativo presente - l'avvio del procedimento di variante urbanistica ex articolo 5 del decreto del presidente della Repubblica 44798 non può essere preso in considerazione in quanto l'esercizio del punto vendita Ikea, con le caratteristiche del caso (30mila metri quadrati di superficie, di cui 20mila per l'esercizio di vendita), non è autorizzabile in base alla legge regionale 2499
". Le opportunità per tutta la città di un insediamento da parte degli svedesi, per lo sviluppo dell'economia regionale e della rete locale, sono teorizzate in pochi passaggi di delibere interne. Viene anche abbozzata una ipotesi di filiera con le realtà locali. Apre al progetto che prevede "commissioni" esterne ai piccoli opifici del mobile: "
Ikea è un'opportunità per lo sviluppo e per la qualificazione della rete commerciale del comune e della regione
". Fra Ikea e Comune di Perugia non ci sono stati solo contatti ufficiosi (anche ufficiali per esaminare il quadro normativo vigente è scritto della determinazione 133), ma c'è soprattutto la nota scritta degli svedesi (ricevuta con protocollo 81856 del 29042009 da parte della srl di Carugate di Milano). L'indagine della Procura verte su esposti e su articoli di stampa, ma anche su carteggi e informazioni acquisiti in Comune
Alessandro Antonini
Corriere dell'Umbria Domenica 17 Gennaio 2010

1 commenti

  1. Anonimo  

    29 maggio 2013 04:25

    comunque l'italia è una nazione di burocrazia,permessi,che potrebbero farne ha meno visto che il lavoro non c'è e quindi le cose dovrebbero concederle più facilmente senza tante storie,non basta che c'è la crisi e allora per questo capiscono che dovrebbero solo che stare zitti e farlo aprire,fanno schifo le leggi italiane e io sono italiano vergognatevi e basta governo inconcludente..............

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