Lungo la strada che sale a San Costanzo, si notano le luci accese fino a notte inoltrata.
"i miei ragazzi lavorano 24 ore su 24"
, dice soddisfatto il preside della facoltà di Medicina Veterinaria di Perugia, Franco Moriconi. L'indagine del Sole 24ore sui dati delle immatricolazione 2009/2010 lo fa sorridere: +27, 19 dall'anno precedente.
"Quest'anno per 90 posti abbiamo avuto cinquecento domande di ammissione."
Dati in controtendenza rispetto all'andamento dell'ateneo perugino. Per accedere alla facoltà, ai laboratori didattici, agli ambulatori dell'ospedale e all'azienda zootecnica di quindici ettari a Deruta serve un test di ammissione.
"Un quiz troppo generico - dice secco il preside - e poco utile per conoscere le competenze degli aspiranti veterinari. La nostra facoltà è una delle quattro in Italia ad aver ottenuto la certificazione della comunità europea, con parametri che puntano a una figura professionale di alto livello. Ed anche per questo il ministero dell'Università ha dato l'ok ad un aumento del numero chiuso"passato da 84 a 90."i nostri punti di forza sono la didattica e la formazione sul campo, gli studenti che vivono la facoltà, l'ospedale, la vita nell'azienda. La nostra non è una formazione teorica. Fin dal primo anno i ragazzi hanno una settimana verde di vita in azienda, con forcone e carriola, seguono poi una settimana rossa in ospedale e i tirocini pratici. É in questa ottica che abbiamo pensato il registro individuale delle competenze pratiche acquisite, senza il quale, pur con tutti gli esami, uno studente da noi non si laurea."
Si potrebbe fare molto se non fosse per fondi e ricerca, vere spine al fianco.
"Non nascondo ai miei ragazzi le difficoltà che ci sono: ormai è diventato quasi impossibile fare ricerca - dice il preside senza giri di parole - Eppure all'estero i nostri studenti sono molto apprezzati e la nostra laurea è riconosciuta anche negli Usa. I fondi poi sono sempre di meno e per noi che siamo la facoltà più costosa è un problema."
Ma questo sembra non pesare a studenti e professori di Veterinaria che vivono forse più di altri la loro scelta come una missione. E le soddisfazioni non mancano: Marco Pepe e Stefano Prato dal 26 al 29 dicembre sono partiti per il Cairo su richiesta del governo egiziano, il ministero dell'Agricoltura ha segnalato i due docenti dell'ateneo perugino per costituire un'equipe per salvare la leggendaria razza equina araba dal rischio estinzione. Un destino scritto per chi da qualche anno convive con tre asinelli albini dell'Asinara, mascotte della facoltà. Ma il preside Moriconi va oltre:
"L'università deve anche puntare sui servizi e sulle attività extra didattica"
e per questo sono nate a Veterinaria una squadra di calcio, mista studenti e professori, e una squadra di Endurance. Dalla visuale del suo studio, tanto invidiata e agognata, sulla vallata umbra fino a Gubbio, Moriconi sogna una facoltà modello, capace di coprire l'intera filiera dal forcone alla forchetta. E nei prossimi anni del suo mandato ci proverà

Patrizia Antolini
Corriere dell'Umbria Venerdì 15 Gennaio 2010

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