Il maresciallo Picilocchi di Fausta Bennati

Trionfa sulle scene il teatro di Artemio Giovagnoni, il massimo drammaturgo del Novecento in lingua perugina. A due anni dalla scomparsa, la sua pagina viene omaggiata da compagnie amatoriali e professionali. L'anno scorso toccò a "Lo smemorato", messo in scena dagli "Amici del teatro" di Colombella, che quest'anno producono "'No spicchio de sole" (al San Martino dal prossimo aprile). Nel corrente anno, la compagnia instabile "Nduèlle" ne ha riproposto "La prima tv a colori", quindici giorni fa all'Eden di Ponte Felcino. Sempre per la curatela dell'ottimo Leandro Corbucci. Fedele custode della memoria artistica e umana dello scultore-scrittore. La compagnia teatrale
"Città di Perugia-Artemio Giovagnoni"
, che l'anno scorso mise in scena una formidabile edizione di "Quel ragazzo del 99" (a trent'anni dalla sua prima rappresentazione, con la regia di Artemio), propone ora "Il maresciallo Picilocchi" (al San Martino fino al 28 marzo, il sabato alle 21 e la domenica alle 17). La messa in scena, per la regia di Fausta Bennati (nella foto), è all'altezza della migliore tradizione. Gli interpreti principali sono la stessa Bennati, Gian Franco Zampetti e Paolo Granozzi. A far loro da contorno: Franco Piazzoli, Alessandro Lillacci, Lorenzo Covarelli, Franco Veneziani e Franco Ubaldi. La vicenda si dipana negli anni 70, proprio a Perugia, dove Picilocchi e il suo fido attendente, appartenenti al glorioso corpo dei bersaglieri, si arrangiano integrando la pensione con qualche servizietto presso gli uffici anagrafici del Comune. Non senza conservare l'orgoglioso ricordo degli eventi bellici ai quali hanno partecipato. Nota di cronaca: il materiale di scena riferito ai bersaglieri è rigorosamente autentico, prestato da amici e dall'Associazione nazionale Bersaglieri. Ciò vale per i cappelli piumati, il fez, la bicicletta, le medaglie e i ritratti. Quanto agli interpreti, Zampetti raggiunge punte di comicità inusuali, Granozzi rappresenta un credibile e toccante maresciallo, mentre la Bennati veste i panni su misura della moglie becera e ruspante. Uno spettacolo da vedere. Non solo per ridere, ma anche per raccogliere perle d'umanità
Sandro Allegrini
Corriere dell'Umbria Martedì 9 Febbraio 2010

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