Dagli ultimi dati conosciuti non mi sembra che l'obiettivo sia stato raggiunto. Credo che i maggiorenti perugini abbiano deciso, preso atto dell'insuccesso, di mollare il territorio ternano al suo destino, forse anche per i continui riferimenti da parte di esponenti ternani della predilezione per un rapporto privilegiato con Roma e con il Lazio sempre minacciato ma mai concretamente perseguito. Non è un'illazione, la prova è data dalla riduzione per legge dei consiglieri regionali, rapporto percentuale Terni Perugia di fatto 16% a 84% (cinque e ventisei), con la scelta fatta per gli assessori regionali la rappresentatività della provincia ternana scende ad 11% rispetto all'89% (uno a otto) della presenza perugina.
Per evitare una forte contestazione sarebbe preferibile tentare un nuovo assetto che, superando la proposta ormai superata, del cambiamento delle provincie o nel numero o nelle dimensioni, rendesse, in un ambito vasto Umbro-marchigiano, i contrasti per diseguaglianze meno forti e quindi più gestibili. Accenno solo ad alcuni dati, che depongono a favore della proposta: la popolazione dell'Umbria è di 900.000 unità; le Marche dal canto loro arrivano a 1.552.000 abitanti. La regione Umbro-marchigiana raggiungerebbe i 2.452.000 abitanti. Una vera regione.Guardiamo l'aspetto amministrativo. Le Provincie: l'Umbria ne ha 2 (Perugia e Terni); le Marche ne hanno cinque (Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro Urbino). La Regione Umbro-marchigiana avrebbe 7 Provincie con una media di circa 350.000 abitanti. Il prodotto interno lordo per abitante della macroregione: Marche Euro 25.150; Umbria Euro 23.703, non è molto dissimile.
Guardiamo l'Università. Le Marche ne vantano 4 (Macerata, Urbino, Camerino, Ancona); l'Umbria ne ha 2 (Perugia statale e Perugia per stranieri). Altri elementi interessanti ed omogenei delle due regioni: il policentrismo abitativo, nessuna città supera i 170.000 abitanti, l'ambiente fisico pressoché simile, Umbria (montagna 30%, collina 70%), Marche (montagna 31%, collina 69%) la complementarità delle infrastrutture viarie e ferroviarie e portuali, il modello economico fatto di medie e piccole imprese .
Altri elementi da esaminare sono il modello sanitario, i trasporti pubblici, il sistema bancario ecc.
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di Enrico Vincenzo Malizia
Ex vicepresidente della giunta regionale
Ex vicepresidente della giunta regionale
Il Messaggero Venerdì 30 Aprile 2010




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