"letteralmente messa in ginocchio dai tagli imposti da Roma."Stamattina, in una conferenza stampa tenuta presso la Camera del Lavoro di Perugia, Mario Bravi, segretario generale della Cgil dell'Umbria, insieme a Lucia Rossi, segretaria generale della Cgil di Terni e Vincenzo Sgalla, segretario generale della Cgil di Perugia, ha illustrato le motivazioni del percorso di lotta che il sindacato umbro metterà in campo già dai prossimi giorni e le ragioni di questa protesta.
"Noi – ha esordito Bravi – siamo stati tra i primi a riconoscere la necessità di una manovra correttiva, mentre altri negavano l'esistenza della crisi e invitavano all'ottimismo. Abbiamo anche fatto delle proposte concrete: tassare le rendite come nel resto d'Europa; aumentare il prelievo sul condono fiscale, scandalosamente basso; incrementare l'aliquota sui redditi superiori ai 150mila euro; ripristinare l'Ici per i redditi superiori a 90mila euro. Insomma – ha sintetizzato Bravi – chiedere di più a chi ha di più. Il Governo al contrario ha deciso di continuare a penalizzare i soliti noti: pensionati, giovani precari, lavoratori pubblici e privati."In più, per la Cgil, come si diceva, in Umbria le conseguenze di questa manovra saranno ancora più pesanti. Questo perché – sostiene il sindacato – la manovra colpirà soprattutto là dove i livelli di welfare e coesione sociali sono più alti. Bravi ha indicato nello specifico alcune conseguenze dirette del taglio di 240 milioni di euro di trasferimenti statali alla nostra regione:
"In primo luogo – ha spiegato – ci sarà una riduzione di circa 12 milioni di euro di finanziamenti alle imprese, che naturalmente andrà a colpire anche il lavoro. Poi c'è la questione edilizia, vero polmone occupazionale dell'Umbria: qui abbiamo già perso 4mila posti di lavoro, ma con i tagli alle risorse degli enti locali, molti cantieri di opere pubbliche si fermeranno andando ulteriormente ad aggravare la situazione. Infine – ha concluso il segretario regionale – pensiamo agli effetti del blocco delle assunzioni in sanità, dove, nell'ospedale di Perugia come in quello di Terni, interi reparti si reggono sul lavoro di giovani medici precari. La manovra non solo comporterà la perdita del posto per tanti di loro, ma anche il rischio di un blocco delle attività assistenziali."a fronte di questo quadro allarmante la Cgil dell'Umbria ritiene "giusto e naturale" contrastare le scelte del Governo nazionale, come avviene d'altronde in molti altri Paesi europei, quali la Francia, la Spagna, oltre che la Grecia e sempre con una mobilitazione di tutti i sindacati.
"Qui invece è solo la Cgil a battersi per tentare di bloccare questa mannaia – ha osservato Vincenzo Sgalla, segretario generale della Cgil di Perugia - mentre gli altri sindacati sembrano accettare passivamente la manovra, pur condividendo molte delle nostre preoccupazioni."Insomma, ha aggiunto Lucia Rossi, segretaria generale della Cgil di Terni,
"non basta confrontarsi con la Regione e gli enti locali per tentare di mitigare gli effetti dei tagli, come se questi fossero inevitabili", occorre prima
"fare il Sindacato e contrastare con forza provvedimenti che penalizzano in via esclusiva lavoratori e pensionati."Il primo atto della mobilitazione della Cgil in Umbria vedrà come protagonisti i pensionati che l'11 di giugno terranno due presidi contro la manovra sotto le prefetture di Perugia e Terni. Poi, il giorno successivo, sarà il mondo del lavoro pubblico (il più colpito dai tagli) a mobilitarsi con una manifestazione nazionale a Roma per la quale la Cgil conta di portare dall'Umbria 2mila lavoratori. Emblematico lo slogan scelto per questa giornata di lotta: "Solo sulle nostre spalle". Infine, entro il mese di giugno (la data esatta sarà scelta dal direttivo nazionale del 7 giugno), si terrà lo sciopero generale che in Umbria sarà di otto ore anziché quattro, proprio a denotare la particolare gravità della situazione nella nostra regione.
Ufficio stampa Cgil Umbria
Lunedì 31 Maggio 2010
Lunedì 31 Maggio 2010




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