Resta ancora un'ipotesi. Ma l'ipotesi non piace a nessuno. Regione, associazioni dei consumatori, Aci sono già sul piede di guerra nel caso in cui il pedaggio sul raccordo autostradale Perugia-Bettolle dovesse diventare realtà. L'ennesimo balzello è entrato ufficialmente nella manovra presentata dal governo che dovrà essere convertita in legge entro 45 giorni. In quel decreto a firma Tremonti-Berlusconi sono finiti anche i raccordi autostradali di tutta Italia, Perugia compresa. Da qui ai primi di luglio il governo dovrà valutare quali tratti possano essere "tassabili". Una valutazione tecnica che alla fine potrebbe anche 'salvare' il raccordo perugino. Ma il fatto di essere finito dentro il calderone di Tremonti ha infiammato gli animi di molti, di tutti. La associazioni dei consumatori sono già sul piede di guerra. Angelo Garofalo (Adoc):
"Già ora si pagano una enormità di tasse per mantenere le nostre strade, questo eventuale pedaggio proprio non serve. Vorrei ricordare una frase di un vecchio politico italiano quando fu inaugurata l'A1. In quella circostanza disse: "Facciamo le autostrade che saranno strade che si pagheranno da sole". Era previsto un pedaggio a tempo per pagare i costi dell'opera, quel pedaggio ancora si paga. Ci hanno fregato una volta e una seconda sarebbe grave."
Garofalo poi parla di eventuli proposte da prendere per scongiurare il pericolo.
"Stiamo pianificando una serie di iniziative, personalmente chiedo una presa di posizione unitaria delle associazioni dei consumatori, in questo momento serve l'impegno di tutti. Mi piacerebbe una grande assemblea pubblica con tutte le associazioni dei consumatori, Confcommercio, Confesercenti, Cna e Confartigianato da cui possa uscire un documento comune contro questa sciagurata ipotesi."
Nel merito si adegua Alessandro Petruzzi (Federconsumatori), anche se poi la forma di protesta si discosta.
"Questo potrebbe essere il colpo di grazia per l'economia del Trasimeno. La crisi già si era fatta sentire in passato, ora questa ipotesi potrebbe dare il colpo definitivo. Ditemi chi il fine settimana andrà al lago visti gli aumenti della benzina e con questo pedaggio. Così si uccide l'economia. Vedo tanta demagogia, bastava sopprimere una provincia, senza pensare di mettere ulteriori balzelli."
Sulle forme della protesta il distinguo di Petruzzi.
"Non mi convincono molto gli incontri allargati, come quelli contro la Tosap in Comune. Servono invece proteste motivate e argomentate. Ora è arrivato il momento delle iniziative mirate. Basta proclami, servono fatti perché la gente continua a pagare."
L'attacco anche di Ruggero Campi (Presidente Aci di Perugia):
"Oltre all'aspetto economico che risulterebbe pesantissimo, il pedaggio sulla Perugia Bettolle è dannoso anche per altri motivi. Non esistono strade alternative per chi non volesse percorrere il raccordo per andare sul Trasimeno. In questo caso l'automobilista dovrebbe percorrere la viabilità minore, rendendo la vita difficile ai tanti paesi che si trovano nella zona. Il pedaggio è un'ipotesi da scongiurare su tutti i fronti: economico, ambientale e della sicurezza stradale"
Ipotesi bocciata su tutti i fronti
Luca Feliziani
Corriere dell'Umbria Sabato 29 Maggio 2010

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