Ma per una sala con oltre i mille posti servono almeno dieci uscite di sicurezza. Stando alle more delle ultime normative antincendio. Sopra questo "tetto" ne serve addirittura una aggiuntiva ogni cinquanta posti in più. Per adesso ce ne sono tre, ricavabili senza attuare lavori strutturali. In via Bartolo, dove c'è solo una via di fuga, un garage di proprietà dei Pascoletti. In via del Sole c'è la Turrenetta, che per l'appunto verrebbe cassata per creare un'uscita. Eppoi c'è il passaggio attraverso Caffé Turreno (che è un'altra proprietà). L'idea di Giometti è di creare una sala che possa oltre al cinema canonico ospitare l'impianto dolby surround ma soprattutto allestimenti digitali per rendere lo spazio multifunzionale. Oltre a questo, in funzione del comfort, c'è l'idea di creare un servizio di ristorazione ad hoc, anche in collaborazione con il succitato storico bar adiacente e comunicante. Senonché l'idea della maxisala, che oltre a essere complicata sul piano degli interventi sarebbe anche costosa anzichenò, rischia di essere meno attrattiva - secondo alcuni - rispetto all'iniziale formula del "mix" con altre destinazioni oppure delle minisale. Ma il vero braccio di ferro è sul cash. Giometti mette sul piatto 4 milioni, la proprietà ne chiede 6. Intanto la politica - ma non il Comune di Perugia - spinge per un accordo. Il capogruppo dell'Italia dei valori alla Provincia di Perugia Franco Granocchia interviene con parole chiare:
"Apprendere dalla stampa - scrive Granocchia - che un serio imprenditore si sia interessato all'acquisto dei locali del cinema Turreno e senz'altro una buona notizia. Tutti ricorderanno che qualche mese fa l'unica proposta che pendeva su quell'importante area di centro storico perugino era la realizzazione di un parcheggio su più piani. É chiaro quindi che un investimento che riporti un nuovo e moderno cinema nell'acropoli è da accogliere con entusiasmo. Penso alla possibilità di nuovi posti di lavoro, penso ad un ulteriore passo avanti nella lotta allo svuotamento del centro storico e penso alla qualità della vita del centro. Finalmente un'inversione di tendenza a quello accaduto fin oggi dove le attività chiudevano per trasferirsi fuori dal centro nei grandi centri commerciali di periferia , una politica che ha senza dubbio danneggiato il centro storico lasciato letteralmente in balia del degrado. L'auspicio quindi è che la trattativa tra i due privati prosegua rapidamente e vada a buon fine per la soddisfazione di entrambi ma soprattutto per la città di Perugia"
Alessandro Antonini
Corriere dell'Umbria Mercoledì 26 Maggio 2010




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