Filiera corta: pro e contro

Filiera corta: più problemi o più vantaggi? i prodotti "fatti in casa" e rivenduti direttamente da chi li realizza hanno una doppia faccia. Perché se da una parte garantiscono prezzi inferiori e riducono l'impatto ambientale dovuto al trasporto (il famoso "chilometro zero" contribuisce ad abbattere le emissioni di polveri sottili e agenti inquinanti nell'atmosfera), dall'altra possono rappresentare una "minaccia" per la salute dei consumatori, poiché non sottoposti a processi di controllo igienici come nelle catene industriali. L'Ordine dei medici veterinari della provincia di Perugia, per dipanare i dubbi, ha organizzato per la giornata di venerdì 25 giugno un convegno - dal titolo
"La filiera corta: tutti d'accordo?"
- che si svolgerà presso la sala Sant'Anna di via Roma.
"L'Umbria - sottolinea Paola Chiari, responsabile scientifico dell'organizzazione - è circondata da regioni come Toscana e Marche in cui è stato dato pubblico impulso a mercati e gruppi solidali di acquisto orientati alla filiera corta. La nostra regione, da questo punto di vista, è ancora indietro. Le principali iniziative vedono protagonisti i singoli privati, per i quali la filiera corta, grazie al drastico abbattimento di costi, rappresenta un'importante occasione per migliorare i volumi di affari. Ma questo non deve tradursi in un pericolo per il consumatore: i processi tradizionali, infatti, se non fatti in una certa maniera non possono garantire gli stessi standard igienico sanitari che invece sono offerti dalla produzione industriale."
Da qui il dibattito in corso. Perché accorciare i passaggi intermedi non deve ledere il diritto del consumatore di acquistare prodotti garantiti sia dal punto di vista dell'igiene che della salubrità. É compito, quindi, di tutti i protagonisti della filiera alimentare la messa a punto di idonei strumenti che rendano la filiera corta, i prodotti a chilometri zero, i mercati del contadino e l'acquisto solidale più convenienti, più ecocompatibili, più etici e in grado di riavvicinare il consumatore alla realtà dei luoghi di produzione. Chi è interessato a prendere parte al convegno può contattare l'Ordine dei veterinari della provincia di Perugia al numero 0755056320 o tramite una e-mail all'indirizzo ordine@ordineveterinari.pg.it. Il costo di iscrizione alla giornata di lavori (le schede dovranno essere inviate entro il 22 giugno) è di 15 euro
Daniele Brizi
Corriere dell'Umbria Domenica 20 Giugno 2010

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