La crisi in Umbria

Andare a conoscere le ragioni profonde della crisi. Scoprire quando e dove nasce. Arrivare a toccare le sue radici: in Italia e in Umbria. “Il posizionamento dell'Umbria nella crisi" è uno studio elaborato dal Servizio programmazione strategica generale dell'Area della Regione (in particolare è stato curato da Michela Furiani, con la collaborazione di Pino Minelli) che analizza la dinamica della crisi e i segnali di ripresa che hanno coinvolto la nostra regione. 
Una analisi dettagliata che ha studiato gli indicatori più aggiornati disponibili per tutte le regioni italiane ed evidenziando per ognuno il posizionamento dell'Umbria. Un lungo percorso all'interno della crisi che ha colpito l'Umbria che il nostro giornale seguirà a puntate per spiegare le radici della stessa e i possibili segnali di ripresa. Lo studio fotografa una realtà che sta subendo i pesanti effetti della crisi, anche se non in misura superiore a molte altre regioni. Il generale deterioramento degli indicatori economici seguito all'esplodere della crisi si è calato in una situazione non ottimale, ma comunque caratterizzata da un discreto livello di sviluppo registrato fino al 2008 in cui, accanto a performance dei principali indicatori macroeconomici (Pil, consumi, investimenti) mediamente in linea con la media nazionale, si sono registrati progressi straordinari sul versante dell'occupazione, anche rispetto ad alcune criticità storiche come l'occupazione femminile e giovanile. 
Nel 2009, dopo una fase iniziale di rapido deterioramento dei livelli di produzione e di riduzione dei consumi, è seguito anche in Umbria un miglioramento delle aspettative, ed un'attenuazione della caduta dei livelli di produzione e consumo.
Gli effetti della crisi si stanno scaricando in modo sensibile sull'occupazione, nonostante la presenza di una rete di protezione - la cassa integrazione - che nel corso dell'anno è stata estesa anche a soggetti prima non coperti. I primi indicatori esaminati sono quelli relativi al livello della produzione, al livello degli ordini e alle tendenza della produzione, elaborati dall'Isae sulla base dei risultati di indagini qualitative condotte su un campione di imprese.
Essi misurano, rispettivamente, le variazioni della produzione e degli ordinativi e le aspettative sul livello della produzione e sono calcolati come saldo tra le risposte favorevoli e sfavorevoli ottenute. Livello della produzione Continuano a rimanere negativi in tutte le regioni i giudizi sul livello della produzione, anche se nel primo trimestre del 2010 questo indicatore risulta in miglioramento rispetto ai valori del 2009 quasi ovunque. 
Uniche eccezioni sono rappresentate da Basilicata e Sardegna dove l'ulteriore deterioramento del Livello della produzione è probabilmente fortemente influenzato dalle situazioni contingenti dell'industria dell'auto per la prima e della chimica per la seconda che incidono pesantemente sui rispettivi sistemi produttivi regionali. L'Umbria si colloca in settima posizione tra le regioni italiane, con un valore dell'indicatore pari a -34,4, sostanzialmente in linea con quanto registrato nelle regioni vicine: Marche, Toscana ed Emilia Romagna.
Livello degli ordini Anche l'indicatore relativo al livello degli ordini relativo a marzo 2010 continua a presentare valori negativi in tutte le regioni italiane, sebbene, anche in questo caso, con valori in miglioramento rispetto al 2009. L'Umbria fa registrare un saldo pari a -29,6, posizionandosi al quarto posto tra le regioni italiane e migliorando la propria performance rispetto alle ultime rilevazioni. L'indicatore relativo alla Tendenza della produzione - che come detto si riferisce alle future aspettative degli imprenditori - assume invece valori positivi in tutte le regioni, consolidando un trend di progressivo miglioramento avviato già nell'ultima parte del 2009. Rispetto alle rilevazioni precedenti, arretra un po' l'Umbria: il dato relativo al mese di maggio 2010 è pari a +12, un dato che la colloca al dodicesimo posto tra le regioni italiane insieme a Emilia Romagna e Lombardia
lu.fel.
Corriere dell'Umbria Giovedì 15 Luglio 2010

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