La delusione tra gli operatori turistici per l'andamento della stagione 2010 è palpabile un po' in tutti i Comuni del Trasimeno. Pressoché ovunque, infatti, nel comprensorio lacustre, si registrano consistenti flessioni nelle presenze di vacanzieri italiani e stranieri.
Quasi del tutto assenti i tedeschi, i turisti d'oltralpe più numerosi sarebbero stati quelli olandesi (molti invero sono ancora presenti sulle rive del lago), che non sono comunque bastati a compensare il calo generalizzato subito dal settore. A soffrire di più è stato senza dubbio il comparto alberghiero, mentre diminuzioni un po' più contenute si registrano nei campeggi e negli altri tipi di strutture ricettive, come le aziende agrituristiche. La crisi del turismo, quest'anno, appare comunque grave, soprattutto perché rappresenta un ulteriore peggioramento di una situazione che già nel 2009 era apparsa critica. Due essenzialmente le cause indicate dagli stessi operatori e anche da alcuni amministratori.
La prima in ordine di importanza è la difficile congiuntura economica internazionale. La seconda è la caduta di immagine subita dal Trasimeno in conseguenza della forte crisi idrica dell'anno scorso (il lago, nell'ottobre 2009, giunse a toccare quota meno 157 centimetri). Importante, da quest'ultimo punto di vista, appare la rinnovata attenzione riservata dalla Provincia, da un anno a questa parte, al problema della pulizia del bacino scolante del lago e alla cura delle sponde. Un impegno, quello dell'Ente, che ha contribuito a migliorare le condizioni generali del lago. A questa analisi della situazione, il coordinatore del Sistema turistico locale del Trasimeno, Sergio Batino, aggiunge però altri elementi, a suo giudizio determinanti.
"é vero che c'è una crisi generale, che non riguarda solo il settore turistico, ed è vero- prosegue Batino - anche che al Trasimeno potrebbe quest'anno aver avuto un peso anche il tam tam negativo conseguente alla situazione idrica degli anni scorsi, ma c'è dell'altro - osserva - C'è un problema complessivo d'immagine dell'Italia, che - ne è sicuro il coordinatore del Sistema turistico locale non riesce a intercettare e ad attrarre i nuovi consistenti flussi turistici provenienti dai paesi emergenti, tanto è vero che si dirigono altrove."
Di fronte a una situazione simile, che fare?
"Gli enti pubblici devono coordinare al meglio le iniziative, che invero sono già molte, mentre gli operatori privati dovrebbero a mio avviso puntare di più sulla qualità, adoperarsi per la tipicizzazione delle strutture e lavorare per quanto è possibile anche sui prezzi, visto che la concorrenza è spietata - afferma Batino - Un'altra carta da giocare potrebbe essere poi la certificazione delle strutture. Quel che è certo, comunque, è che pubblico e privato devono unire gli sforzi. In questa ottica - prosegue - stiamo già lavorando al programma delle iniziative promozionali del 2011, ma tutto è più difficile in un momento di crisi generale, nel quale per di più l'Italia tende a perdere - sottolinea ancora Batino - molta della sua capacità attrattiva senza che si faccia nulla per porvi rimedio. Alla fine - conclude Batino - il problema centrale è che manca una politica nazionale per il turismo"
Sergio Spaccapelo
Corriere dell'Umbria Mercoledì 15 Settembre 2010

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