Il sistema umbro si risveglia

Qualcosa si muove ma è presto per cantare vittoria o dire che si è usciti dalla crisi, tanto che il presidente degli industriali Umbro Bernardini ci va cauto con i dati anche alla luce delle ultime analisi trimestrali, non ancora diffuse, che vedono un peggioramento.
Dallo studio, sul secondo trimestre del 2010, emerge tuttavia che le imprese dell'Umbria fanno evidenziare segnali di ripresa che, seppur non uniformi, servono a restituire la speranza di migliori prospettive entro breve tempo. L'indagine tra le imprese umbre conferma il profilo positivo, ma non esaltante, della congiuntura.
Nel complesso, le imprese che, rispetto al precedente primo trimestre del 2010, segnalano aumenti di produzione sono il 46,4%. Il 18,6% invece segnala arretramenti. Resta piuttosto contenuta anche l'area della stabilità, ovvero la quota di aziende che non mostrano novità di rilievo rispetto al trimestre precedente. In questo clima va considerata come un segnale positivo anche la riduzione della quota di imprese che hanno ammesso di aver mantenuto gli stessi livelli di produzione del precedente trimestre. Per quanto riguarda le variazioni tendenziali - ovvero quelle rispetto allo stesso trimestre del 2009 - nel complesso, le imprese che giudicano migliore la loro situazione rispetto a quella di un anno prima sono il 36,8%.
Quelle che dichiarano riduzioni di attività produttiva sono invece il 35,8%. A dichiarare stabilità di condizioni, sempre su base tendenziale, sono infine il 27,4% delle imprese. Va considerato, comunque, che il secondo trimestre del 2009 era stato di forte ma temporanea accelerazione della produzione, nell'ambito di un periodo nel complesso ampiamente deludente. Così come l'accelerazione attuale è di parziale recupero ma non tale da uguagliare la spinta registrata un anno fa. Di conseguenza non è ancora possibile far emergere la percezione di una svolta solida e duratura. Nel secondo trimestre i diversi settori produttivi hanno risentito in modo difforme degli impulsi di ripresa. Per quanto riguarda l'industria meccanica umbra, dall'indagine congiunturale emerge che si è ampliata l'area della stabilità: 39% su base congiunturale e 31,7% su base tendenziale per la meccanica contro il 35,1% e il 27,4% del totale delle imprese.
Si è ridotta, inoltre, la quota delle imprese che segnalano un aumento dei livelli produttivi ed è un pò più consistente la quota di imprese che denunciano una contrazione dell'attività produttiva, sia su base congiunturale sia su base tendenziale. Infine, incide molto meno la quota di imprese che dichiarano una riduzione pesante dei livelli di attività produttiva.
Tra gli altri comparti produttivi umbri spicca, in positivo, quello dell'industria alimentare, tornato ad un discreto regime e capace di conseguire risultati più sostanziosi. Per quanto riguarda l'andamento dell'occupazione in particolare è da sottolineare un più ampio ricorso a nuove assunzioni tra le imprese di piccole dimensioni piuttosto che tra quelle di grandi dimensioni. Queste ultime mantengono i livelli occupazionali o li accrescono di poco, contribuendo comunque a determinare un saldo positivo per quanto riguarda i posti di lavoro che - conclude Confindustria Umbria - è da considerare di buon auspicio
Corriere dell'Umbria Mercoledì 22 Settembre 2010

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