Una "multa" da 50mila euro. Come minimo, visto che la legge per questo tipo di infrazioni prevede una forbice che arriva anche a 200mila euro. La notizia: come previsto e annunciato su queste colonne la struttura wifi messa in piedi dal Comune di Perugia con soldi pubblici è in contrasto con le norme vigenti. Se un ente offre un sistema di internet senza fili e per di più gratis, falsa evidentemente la libera concorrenza sul mercato: è intuitivo e non servirebbero principi del foro per capirlo. A corroborare l'interpretazione, anzi più che altro a mettere una pietra tombale sopra la vicenda, è una lettera dell'ispettorato territoriale Umbria-Marche del dipartimento per le comunicazioni (Ministero dello sviluppo economico). La succinta raccomandata è inequivocabile:
"le verifiche - scrive il dirigente, ingegner Alberto Brusca - hanno evidenziato un'attività di fornitura di servizi di comunicazione elettronica a uso pubblico da parte del Comune di Perugia, in violazione di quanto previsto dall'articolo 16 comma 1 del decreto legislativo 259\2003. Tale violazione sarà oggetto di contestazione da parte di questo ufficio."
Il riferimento dell'articolo di legge è al codice delle comunicazioni elettroniche:
"Lo Stato - c'è scritto - le Regioni e gli enti locali o loro associazioni non possono fornire reti o servizi di comunicazioni elettronica accessibili al pubblico se non attraverso società controllate o collegate."
La missiva del Ministero è arrivata negli uffici del consigliere comunale del Pdl Massimo Monni, artefice a suo tempo di un esposto. Adesso Monni annuncia anche un atto di verifica indirizzato alla Corte dei conti:
"Da tenere conto - spiega Monni - sono anche le spese sostenute dal Comune per l'allestimento della manifestazione che si è svolta in data 5 giugno scorso e le spese affrontate per la propaganda e per il lancia dell'evento non conforme alla legge che sono pari a 8.831 euro."
L'obiettivo dell'ente era l'organizzazione dell'evento "wifi-day" che a sua volta è consistito nell'apertura di punti di accesso gratuiti alla rete internet prima in piazza del Melo e a seguire in piazza Matteotti e al Pincetto. I cosiddetti "hot spots" sono stati presi e installati - come si evince dalla delibera - direttamente dall'unità operativa servizi tecnologici del Comune. Per la precisione nel mirino è finita la delibera della giunta comunale numero 208 del 20 giugno scorso.
"Il Comune di Perugia - attacca Monni in un comunicato stampa - che dovrebbe essere il primo a dare il buon esempio alla cittadinanza con un atteggiamento che rispetti in pieno le regole e leggi, è invece il primo ad imporre l'arroganza del potere dettando legge a suo favore senza la minima attenzione alle normative vigenti. Chiedo che l'amministrazione comunale prenda con forza una chiara posizione e un deciso provvedimento, o perlomeno vada a chiarire di chi è la responsabilità del danno eraria e del danno d'immagine della città"
Alessandro Antonini
Corriere dell'Umbria Mercoledì 20 Ottobre 2010

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