Uno spazio espositivo a ridosso del nuovo punto Ikea, per dare spazio alle produzioni e alle aziende locali e creare una sorta di effetto traino sulla scia dell'impianto che sorgerà a San Martino in Campo. Qualcosa insomma che consenta di guardare avanti e di dare un'opportunità importante alle tante aziende che nella nostra regione operano, da anni, nel settore dell'arredamento e che con l'arrivo del colosso svedese rischiano, in tempi di crisi come questi, di subire un pesante contraccolpo. E un'ipotesi avanzata all'interno di un più complesso studio sull'impatto di Ikea promosso da Marco Pittola, presidente di Federmobili, l'associazione che rappresenta centoventi aziende umbre del settore. Nello studio di riflessioni e di analisi ne vengono fatte molte ma su questo preciso punto viene chiesto un intervento delle istituzioni perché ci si impegni, in concertazione, per "un progetto integrato che preveda degli aiuti tangibili ai settori più direttamente penalizzati da questo stravolgimento del tessuto commerciale."L'ipotesi è dunque quella di far sì che la Regione, in collaborazione con il Comune, sostengano la creazione di uno show room di circa 3-4 mila metri quadrati nelle vicinanze di Ikea.
Una struttura, che nelle intenzioni dovrebbe essere gestita "da una rete di imprese della distribuzione umbra, permettendo la fruizione, al consumatore, di un'offerta qualificata differente."L'intervento del pubblico potrebbe tradursi, si legge nel progetto, "sia nel passaggio da destinazione agricola a destinazione commerciale del lotto interessato per lo show room, sia in un finanziamento diretto all'innovazione del comparto ed alla creazione della rete d'impresa."
In questo modo ci evidenzierebbero ulteriori risorse a disposizione del settore commercio del mobile della nostra regione, creando occasioni lavorative e nello stesso tempo tutelando l'esperienza e la qualità di imprese locali per le quali l'arrivo di Ikea non sarà certamente indolore. Dunque un'opportunità per creare le condizioni di una convivenza che può rivelarsi interessante sia per i clienti sia per le aziende. Federmobili comunque si rivolge alle istituzioni chiedendo lumi sul futuro, in particolare sulle valutazioni di impatto economico e ambientale, sul tipo di viabilità prevista in funzione di un così imponente insediamento. E auspica inoltre
"una progettualità condivisa ed integrata, un piano di lavoro concreto e condiviso che aiuti il settore all'innovazione di processi distributivi, che conduca alla promo-commercializzazione di un marchio del mobile in Umbria"
( gio.bel. )




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