Boc: nel mirino i conti del Comune

Il Comune potrebbe entrare mani e piedi nella tribolata vicenda dei Boc (buoni ordinari del Comune) della Corte dei conti. Gli avvocati difensori dei 24 consiglieri a cui è stata "ingiunta", come recita la citazione in giudizio, una pena pecuniaria di 330mila euro, sono pronti a chiedere l'intervento di Palazzo dei Priori in difesa degli atti contestati e di cui la procura contabile chiede la nullità (delibere 93 del 22 dicembre 2004 e 257 del 19 dicembre 2005). Cioè a dire: non prendetevela solo con i capri espiatori. Se il tema è stabilire quali e quante siano le spese correnti finanziate con i Boc (qui sta l'illecito), e se la lista fatta dalle toghe sia corrispondente, allora va chiamata in causa anche la tecnostruttura e i livelli amministrativi. Certo, il rischio è grosso: dovessero essere cassate in tutto o in parte le due delibere, che hanno finanziato interventi per 22 milioni di euro, il bilancio dell'ente tremerebbe, eccome. Ma serve che l'amministrazione entri nel giudizio Agostino Chiappiniello, procuratore capo, lancia il guanto di sfida, a pagina 35 della citazione:
"qualora il Comune di Perugia ritenesse di dover tutelare la propria posizione nell'ambito del giudizio di responsabilità può effettuare un intervento adesivo."
É quello che chiederanno con forza i consiglieri. Del resto a pagina 125 la sferzata ai vertici del Comune è tale che viene messo in discussione tutto l'impianto dei bilanci addietro. E viene individuata la genesi della vicenda: il buco.
"Vista la dimensione quantitativa del fenomeno (le due delibere esaminate riguardano una spesa complessiva di circa 22 milioni, cifra più che idonea a turbare l'equilibrio di bilancio del Comune) le caratteristiche e la frequenza numerica dei casi riscontrati nel complesso degli atti esaminati, è possibile affermare che il fenomeno del finanziamento di spese non di investimento mediante il ricorso all'indebitamento, sia il risultato di una prassi amministrativa non sporadica ma consolidata nell'ambito del Comune di Perugia. Cimbolini (ispettore ministeriale, ndr) fa presente che detta prassi è da ricercarsi nelle criticità di bilancio dell'ente consistenti, soprattutto, nella difficoltà a far fronte alle ingenti spese correnti con le ordinarie entrate correnti."
Tutto questo, secondo Chiappiniello, dimostrerebbe la
"piena consapevolezza degli amministratori"
della condotta illecita. Del resto
"la vicenda è venuta alla ribalta dell'opinione pubblica, ma anche della procura regionale della Corte dei conti, in seguito alla scoperta del cosiddetto ‘buco di bilancio."

Scoperta, quest'ultima, che si deve alla stampa

Alessandro Antonini

Corriere dell'Umbria Sabato 29 Gennaio 2011

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