"qualora il Comune di Perugia ritenesse di dover tutelare la propria posizione nell'ambito del giudizio di responsabilità può effettuare un intervento adesivo."É quello che chiederanno con forza i consiglieri. Del resto a pagina 125 la sferzata ai vertici del Comune è tale che viene messo in discussione tutto l'impianto dei bilanci addietro. E viene individuata la genesi della vicenda: il buco.
"Vista la dimensione quantitativa del fenomeno (le due delibere esaminate riguardano una spesa complessiva di circa 22 milioni, cifra più che idonea a turbare l'equilibrio di bilancio del Comune) le caratteristiche e la frequenza numerica dei casi riscontrati nel complesso degli atti esaminati, è possibile affermare che il fenomeno del finanziamento di spese non di investimento mediante il ricorso all'indebitamento, sia il risultato di una prassi amministrativa non sporadica ma consolidata nell'ambito del Comune di Perugia. Cimbolini (ispettore ministeriale, ndr) fa presente che detta prassi è da ricercarsi nelle criticità di bilancio dell'ente consistenti, soprattutto, nella difficoltà a far fronte alle ingenti spese correnti con le ordinarie entrate correnti."Tutto questo, secondo Chiappiniello, dimostrerebbe la
"piena consapevolezza degli amministratori"della condotta illecita. Del resto
"la vicenda è venuta alla ribalta dell'opinione pubblica, ma anche della procura regionale della Corte dei conti, in seguito alla scoperta del cosiddetto ‘buco di bilancio."
Scoperta, quest'ultima, che si deve alla stampa
Alessandro Antonini
Corriere dell'Umbria Sabato 29 Gennaio 2011




0 commenti
Posta un commento