"Non fossi stato presente, in quel momento - ha raccontato in soprintendenza il dottor Sisani, ancora scosso dalla scoperta - non ci avrei creduto...."Il satiro rubicondo - come è stato subito etichettato - è stato ripulito (
"Ma c'è stato poco da fare - ha assicurato la dottoressa Luana Cenciaioli della soprintendenza - il terreno lo ha conservato splendidamente..."
) e immediatamente trasferito al Museo archeologico nazionale, in corso Cavour. I colori dello splendido reperto sono davvero vivaci e l'antefissa, anche se non è il solo pezzo recuperato, è di sicuro uno dei richiami più interessanti venuti alla luce dagli scavi. Tutto era cominciato 25 anni fa, con i lavori di consolidamento della cattedrale di San Lorenzo, anche se la maggiore accelerazione è arrivata dopo il sisma del 1997 e con i lavori giubilari, che hanno interessato la ristrutturazione del Museo diocesano, all'origine Museo Capitolare di San Lorenzo. In tutti questi anni il progettista e direttore dei lavori è stato l'ingegner Luciano Vagni.
I lavori sono stati portati avanti sotto la supervisione della Soprintendenza archeologica e della Soprintendenza Monumentale e, nello specifico, dalla dottoressa Laura Cenciaioli e dall'architetto Fabio Palombari. Varie ditte specializzate, sia dal punto di vista archeologico sia dall'aspetto relativo alle opere di consolidamento, hanno lavorato in questi venticinque anni nell'area sacra agli etruschi (e poi ai cattolici), in cui si incrociano e si sovrappongono oltre venticinque secoli di storia e di opere figlie delle attività degli etruschi, dei romani su su, attraverso i secoli, fino al medioevo. L'inaugurazione di quello che è stato definito un nuovo Museo di Perugia è fissata per il giorno di San Costanzo, sabato 29 gennaio. Dal 2 febbraio gli scavi archeologici saranno aperti al pubblico, a gruppi non superiori alle 25 unità
Elio Clero Bertoldi





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