A questa stima concorrono 376 mila unità in più per effetto delle migrazioni con l'estero, 73 mila unità in più per effetto della dinamica naturale positiva (78 mila nati stranieri contro appena 5 mila decessi), circa 57 mila unità in meno per effetto delle poste migratorie interne e per altri motivi e, infine, 64 mila unità in meno per acquisizioni della cittadinanza italiana. Ed è proprio l'Umbria con un'incidenza pari all'11 per cento a far registrare uno degli incrementi più significativi in Italia, secondo soltanto al risultato conseguito dall'Emilia Romagna (11,3 per cento). Seguono Lombardia (10, 7 per cento ) e Veneto (10,2 per cento ). Il peso percentuale della popolazione straniera risulta relativamente più basso nel Mezzogiorno (2,9 per cento ), il minimo è in Sardegna (2,2 per cento ). Nello specifico - ha analizzato l'Istat - anche la dinamica migratoria conferma la tendenza in atto. L'Umbria si posiziona al secondo posto della classifica nazionale per saldo migratorio totale, facendo registrare anche in questo caso - come nel precedente - un incremento dell'8,8 per mille, superato soltanto dal dato dell'Emilia Romagna (9,6 per mille) e di poco superiore all'8,5 del Lazio. In ogni caso, l'Umbria è ampiamente al di sopra della media nazionale, che non supera il 4,8 per mille per arrivo di immigrati. Il dato, è ricavato della media tra il saldo migratorio estero (8,1 per mille) - ossia il tasso di variazione migratoria - al netto del "saldo migratorio interno" (saldo tra iscrizioni e cancellazioni anagrafiche per trasferimento di residenza) e del
"saldo migratorio per altri motivi"(saldo tra iscrizioni e cancellazioni anagrafiche non corrispondenti ad effettivi trasferimenti tra un comune di residenza e un altro, bensì a operazioni di correzione post-censuaria). Analizzando le cifre a livello di macro aree emerge una peculiarità: le regioni del Centro Italia costituiscono il 25% delle destinazioni preferite, tra cui il solo Lazio ne assorbe il 12%. Solo il 18% dei neo-cittadini stranieri elegge le regioni del Mezzogiorno quale propria residenza e, tra queste, soprattutto la Campania (5%). La capacità di attrazione dall'estero è, tuttavia, comune a tutte le regioni del territorio nazionale.
"Infatti - spiega l'Istat - pur in presenza di un più che tangibile gradiente territoriale che vede favorite le regioni del Centro-nord, il saldo migratorio con l'estero è ovunque positivo"
, con il picco negativo della Sardegna, ultima con il 2,6 per mille.
(Ja.Zuc.)
Corriere dell'Umbria Martedì 25 Gennaio 2011




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