Un aumento tariffario complessivo di circa il 10%, da spalmare in tempi e modi ancora da stabilire, sono la conseguenza della prevista erogazione del rimborso delle bollette indebitamente pagate dagli utenti non allacciati ai depuratori gestiti dal servizio idrico di Umbra Acque. Si parla in tutto di 40mila utenze alle quali dovrebbero venir restituiti complessivamente - secondo una stima della società - 5milioni di euro. Lo ha dichiarato Angelo Zucchini, presidente della società per azioni che eroga il suo servizio idrico integrato a circa 500mila utenti, in prevalenza della provincia di Perugia, distribuiti in 38 comuni. Falde a rischio Responsabile è l'agricoltura se troppi fertilizzanti hanno un impatto sulla qualità delle acque. Succede nelle falde alluvionali di Petrignano e nella media valle del Tevere - ma l'elenco è destinato ad allungarsi - che i nitrati siano più alti "rispetto a quelli che vogliamo", riferisce il presidente. Per questo motivo partirà la prossima settimana, con una task force di esperti - un geologo, agronomo e un geometra freschi di concorso - un progetto di studio delle aree da salvaguardare concentrato sui territori fortemente antropizzati in cui si trovano anche le fonti di approvvigionamento di acqua dolce. Lo studio consentirà una mappatura di tutto il territorio servito da Umbra Acque. Il finanziamento erogato dalla Regione è di complessivi 2 milioni di euro. Troppe perdite
"Le perdite attuali si aggirano mediamente intorno al 38%, 39% sulla rete che comprende circa 10mila chilometri di acquedotti - ha riferito il presidente - ma esistono punte intorno al 50%."
Il problema, purtroppo, riguarda tutta la rete idrica italiana con una media che si aggira intorno al 40%. Ad Umbra Acque dal 2003 sono stati investiti in tutto 15 milioni di euro nell' attività di ricerca e sostituzione di condotte, ha riferito l'amministratore delegato della società. Ma per la bonifica dell'intera rete e per coprire i costi di manutenzione ci sarebbero da mettere in conto "20 milioni di euro all'anno". Intanto per l'implementazione e la costruzione di impianti di depurazione sono stati stanziati fondi per 20 milioni di euro. Riguardano il depuratore di Porchiano, la sistemazione del depuratore "Genna" e la costruzione ex novo di un depuratore per il lago Trasimeno. L'obbiettivo è di terminare entro il 2012. E, non solo in risposta agli annunciati aumenti, ma in un'ottica di sostenibilità ambientale, dai vertici della spa arriva qualche consiglio sul consumo e l'uso di acqua potabile:
"bevendo l'acqua del rubinetto si arriva a risparmiare da 500 ai 600 euro annui"

Isabella Rossi
Corriere dell'Umbria Mercoledì 26 Gennaio 2011

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