Il Danno erariale provocato dai bond, in Umbria, è di quattro milioni di euro. E spesso i contratti firmati erano in inglese, tradotti soltanto dopo la firma. I numerosi Comuni che hanno fatto ricorso a questo strumento di finanza derivata rischiano seriamente di mandare all'aria i propri bilanci. A dirlo è il procuratore della Corte dei Conti, Agostino Chiappiniello, nella relazione di inaugurazione dell'anno giudiziario contabile avvenuta ieri. Il problema principale, dice, è che nella fase di rinegoziazione dei contratti, le amministrazioni si sono prese in carico una serie di costi impliciti o occulti che comportano un aumento sempre maggiore dell'indebitamento. Sotto accusa gli amministratori e i funzionari degli enti nei confronti dei quali la procura ha emesso diversi atti. Emblematico questo passaggio nella relazione del procuratore:
"i responsabili finanziari degli enti locali, pur dichiarando di saper valutare e comprendere i rischi delle operazioni non erano stati in grado di rilevare la presenza di costi impliciti e/o invisibili che erano in realtà presenti nei citati contratti, sottovalutando completamente tali clausole contrattuale senza procedere ad una minima analisi preliminare del contratto e delle condizioni che lo stesso conteneva, sottoscrivendo, in alcuni casi, tali contratti in completa lingua inglese e procedendo alla relativa traduzione solo dopo la firma."
I Casi di malagestione pubblica sono diversi. C'è ad esempio un atto di citazione (che sarebbe una sorta di rinvio a giudizio) nei confronti di tre dipendenti della Soprintendenza per i Beni architettonici dell'Umbria. La procura ipotizza un danno di 312.881 euro: in sostanza i tre avrebbero ricevuto denaro dalla società che effettuava restauri nel monastero delle Orsoline di Calvi, e in cambio consentivano l'uso di materiali diversi e di qualità inferiore rispetto a quelli previsti dal contratto. Chiappiniello ipotizza un danno ai danni della Provincia di Perugia di 290mila euro a causa di una consulenza per il Piano territoriale di coordinamento, affidato dall'ente ad un ingegnere. Una consulenza più volte confermata nonostante sia vietato dalla legge e nonostante l'ente disponesse già di qualcuno in grado di svolgere quel compito. L'atto di citazione, invece, nei confronti del docente universitario membro della commissione d'esame dei dottori commercialisti che ha accettato una somma di denaro da una candidata per favorirla, ammonta a 60mila euro. Altri casi riguardano un geometra infedele del Comune di Narni che aveva creato un vero e proprio sistema illecito di gestione delle pratiche edilizie e medici che non comunicavano che alcuni loro assistiti erano morti, continuando così a intascare i soldi e frodi comunitarie.Bond, quattro milioni di'dnni' i Comuni rischiano di saltare
Michele Nucci
La Nazione Venerdì 25 Febbraio 2011

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