Il ministero dell'Ambiente ha istituito a fine 2009 il Sistri, un sistema informatico per la tracciabilità dei rifiuti a cui devono iscriversi tutte le imprese che producono o trasportano sostanze pericolose. Il Sistri, secondo il Ministero, dovrebbe "semplificare le procedure con una riduzione dei costi per le imprese"e garantire maggiore trasparenza nella gestione dei rifiuti.

In realtà avere a che fare con questo sistema è complicato e costoso. Per iscriversi al Sistri è necessario compilare un modulo online, pagare una tassa e aggiungere una quota per l'acquisto del dispositivo Usb che permette di registrare online i movimenti dei rifiuti. Primo problema: la maggior parte dei lavoratori che deve effettuare l'iscrizione (falegnami, imbianchini, autotrasportatori…) non ha mai usato Internet. Dopo aver pagato il bollettino si viene a conoscenza dei luoghi dove ritirare i dispositivi: filiali della Confartigianato, Confindustria e Camere di commercio, sommerse di richieste, a cui ci si può rivolgere soltanto negli orari d'ufficio. oltre alla chiavetta Usb il Ministero fornisce una serie di codici (password, pin, puk…) per accedere al sistema.
Qui si incontra il secondo problema: le varie chiavi di accesso sono scritte su un foglio di carta velina con caratteri quasi illeggibili. L'ostacolo più grande però si affronta quando si deve far funzionare la chiavetta Usb per accedere al sito del Sistri, ammesso che si abbia a disposizione l'ADSL. Il dispositivo non funziona quasi mai e una persona senza particolari conoscenze informatiche non è in grado di "combattere" con il software. Quando finalmente si riesce a lanciare il programma, la procedura da affrontare prevede 10-15 passaggi e per ognuno di essi ci sono almeno 3 possibilità di errore che possono bloccare il sistema. Su http://sistri.forumattivo.com, un forum nato per affrontare i problemi del Sistri, c'è scritto che ci sono

"almeno 300 motivi diversi per cui l'utente non riesce ad arrivare a un accesso corretto al portale."
Se si prova a telefonare al numero verde di assistenza del Ministero, rispondono operatori che cadono dalle nuvole (non sanno neanche cos'è un sistema operativo), spiegano che l'unico problema del dispositivo è che supporta soltanto Windows e se si possiede Mac o Linux "ci si deve adeguare". Infine, una volta superati diversi ostacoli e arrivati alla home page, si deve inserire il "nome utente", anche se sul foglio fornito dal Ministero viene chiamato UserID. Inoltre il sito spiega:
"Quando chiede la password devi inserire il Pin"

; come se la procedura non fosse già abbastanza complicata. Risultato: le imprese rinunceranno a utilizzare il Sistri o saranno costrette a pagare qualcuno che lo gestisca per loro.

Paola Cutini su QuattroColonne
Lunedì 21 Febbraio 2011

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