Lunedì 28 febbraio, alle ore 17.00, nella Sala dei Notari a Perugia, verrà presentato il volume "Poliarchia e bene comune. Chiesa, economia e politica per la crescita dell'Umbria", curato da Silvia Angeletti e Giorgio Armillei con la nota introduttiva del vescovo mons. Vincenzo Paglia, presidente della Conferenza Episcopale Umbra (Ceu), edito dall'editrice Il Mulino - 2010.

All'incontro, promosso dalla Ceu, interverranno: mons. Vincenzo Paglia, l'on. Giuliano Amato, presidente dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani, il prof. Ernesto Galli Della Loggia, docente di Storia Contemporanea all'Istituto Italiano di Scienze Umane (Firenze-Napoli), e la dott.ssa Anna Mossuto, direttore del "Corriere dell'Umbria".
I saggi contenuti nella pubblicazione ripercorrono, da diverse prospettive disciplinari (sociologica, giuridica, economica) i tratti essenziali del modello Umbria e ne confrontano le caratteristiche e gli esiti con le istanze del bene comune. Un bene comune letto alla luce del pensiero sociale cristiano e degli elementi condensatisi nella ricezione del Concilio Vaticano II. Dai temi indagati che riguardano il quadro strutturale dell'economia regionale, la situazione del mercato del lavoro, l'assetto delle forme giuridiche del governo regionale, i modelli istituzionali del cattolicesimo umbro contemporaneo, emerge un ritratto non consueto dell'Umbria, nel quale accanto agli elementi di stabilità si scorgono i segni di un processo di declino e di allontanamento dagli standard delle aree più sviluppate del Paese, che impone un nuovo giudizio sulla storia del regionalismo umbro.

"La responsabilità nei confronti della società umbra – scrive il presidente della Ceu mons. Vincenzo Paglia nell'introduzione – ci ha spinto a dare il via ad un percorso di confronto e di dialogo tra tutte le istituzioni sociali della regione. Non è infatti facile trovare momenti nei quali queste istituzioni si ritrovano non per parlare di se stesse o dei propri progetti, non per rivendicare propri spazi o reclamare propri diritti, ma per riflettere assieme al futuro della regione, per delineare assieme una visione di quel che vogliamo sia l'Umbria. Troppo spesso le diverse istituzioni, i diversi gruppi, sono come ripiegate su se stesse e perdono di vista la visione del bene comune."
E ancora scrive il vescovo:
"Il cammino del programma L'Umbria e il bene comune è un invito a pensare insieme. Ci vuol coraggio oggi a invitare e ad una pratica così dismessa: pensare. Conosciamo la facilità con cui si corre il rischio dell'astrattezza o di un dibattito sganciato dalla realtà. I tempi nei quali viviamo non sono affatto facili. E l'Umbria non è un'isola felice sia per le influenze dall'esterno che per i suoi problemi endogeni. Le visioni sono scarse, le classi dirigenti deboli, si rafforza l'individualismo e la rassegnazione invade gli animi."
Chiesacattolica.it Venerdì 25 Febbraio 2011

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