"Nuova apertura, acconciature per uomo, donna e bambini, manicure e pedicure si fanno senza appuntamento e ad orario continuato: dalle 9 alle 21"pubblicizza il volantino. E quello che è il fenomeno esploso nelle altre grandi città italiane sta per invadere anche la regione: dopo abbigliamento, cosmetici e alimentari, i cinesi sono pronti a ritagliarsi, infatti, una fetta di mercato anche a colpi di forbici e spazzola. Secondo quanto riferisce chi alla riunione della Cna ha preso parte, sono già diverse le richieste inoltrate al Comune per aprire sul territorio.
"e siccome per ottenere la licenza basta che fai la domanda e poi puoi aprire dove vuoi, ecco che siamo preoccupate. Ben venga la concorrenza, ma purché leale", sottolineano alcune parrucchiere che, allarmate, si pongono anche altre mille domande. Perché oltre ai prezzi più bassi, c'è poi anche la questione degli orari, visto che tengono aperto "no stop" fino alla sera tardi, il che rappresenta un indubbio vantaggio per le donne che lavorano. Alcuni tengono le serrande alzate anche in parte il lunedì, giorno di tradizionale chiusura.
"a noi per aprire un salone ci tocca aver fatto 5 anni di apprendistato, 2 anni di corsi della Regione e superare l'esame, quindi occorre che tutti rispettino le regole dettate dalla legge. E che non si può superare un massimo di ore di lavoro sennò si prende la multa. E poi: come fanno a rientrarci con questi prezzi? Ci sono troppe cose che vogliamo ci siano chiarite, non finirà qui..."
Il Giornale dell'Umbria Lunedì 28 Marzo 2011




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