Turreno ko, non ci sono acquirenti

Lo spettacolo non può continuare. Con buona pace dei Queen. I cinema in centro non riaprono. Anzi. La situazione è sempre più difficile. Da film horror. Il Modernissimo è morto e sepolto, e non ci sono nemmeno zombie pronti a tornare fuori. Niente paura: gli spazi destinati a residenze non vedranno più nemmeno mezzo centimetro di celluloide. Stesso dicasi per il Lilli: fra i proprietari ancora non c'è accordo, il mix di destinazione d'uso spettacolo (40%) e commerciale non ha allettato alcun compratore. Il pezzo forte è però il Turreno: la lettere d'intenti e l'alleanza fra il patròn dei multiplex Giometti con uno dei due proprietari, Francesco Pascoletti (ditta Alfa) non hanno portato a niente. Gli auspicati partners non si sono fatti avanti. Restano lo Zenith in corso Cavour e il Sant'Angelo in corso Garibaldi: su quest'ultimo, tuttavia, di proprietà del Comune, aleggia la polemica della ztl. Gli spettacoli iniziano alle 20,30; quando il traffico, anche per gli stessi residenti che però non abitano sulla via in questione, è off limits. Turreno addio
"La situazione è molto complicata, se parte il progetto io sono pronto ad affittare il cinema, ma comperare no"
: Giovanni Giometti, patron dei multiplex, getta la spugna. Non è un investimento possibile, a suo parere:
"Spendere sei o otto milioni per una struttura vetusta, che magari poi comporta ulteriori spese in corsa, non è un affare. Non è un affare se ci fai un cinema."
Il progetto di Pascoletti è quello di una galleria commerciale con dentro la sala, avveniristicamente incastonata in una cupola di vetro, ma senza l'offerta dei grandi gruppi commerciali interessati ad insediarsi non se ne fa niente. Fino allo scorso gennaio lo stesso Pascoletti confermava l'assenza in quel momento di qualsivoglia manifestazione di interesse (invece nella seconda metà del 2010 contatti c'erano stati). C'è un altro ramo della proprietà, di stanza a Trieste, che invece sarebbe per monetizzare subito. Vendere, punto. L'assessore ai beni culturali del Comune di Perugia, Giovanni Tarantini, non smentisce le notizie grame:
"Nessun contatto, nessuna novità."

Siamo a un punto morto. Anche se la conferma della disponibilità da parte di Giometti viene letta come una nota positiva nel complessivo de profundis. Palazzo dei Priori ha seguito e segue da vicino la trattativa, senza però intervenire direttamente. Stante la situazione, un fatto è difficilmente smentibile: la ristrutturazione - obbligatoria - che dovrebbe affrontare lo storico spazio di piazza Danti è corposa, lunga nei tempi, e in assenza di un progetto di massima si può prevedere che per il 2011 (anno in cui era prevista la riapertura) e il 2012 la sala non rivivrà. Triste copione.

Alessandro Antonini

Corriere dell'Umbria Martedì 29 Marzo 2011

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