Festa della Musica 2011 - 21 giugno

Programma della Festa della Musica 2011

Pomeriggio dalle ore 17
Stefano Magnanelli Chitarra e voce
Lorenzo Artegiani Chitarra e voce
Irene Betti Arpa diatonica e voce
Sera dalle ore 21
Conservatorio di Musica di Perugia
Chitarra, Sax, Percussioni, Live Electronics
Il Fuseum, centro d'arte di Brajo Fuso dà il benvenuto alla Festa della Musica 2011, un evento che nacque nel 1985, Anno Europeo della Musica e da allora in tutti i Paesi Europei, il 21 giugno, musicisti dilettanti e professionisti invadono strade, cortili, piazze, giardini, stazioni, musei per il piacere di suonare, piacere di ascoltare, piacere di condividere. Non contenta di rendere la pratica musicale visibile, la Festa della Musica è diventata un autentico fenomeno sociale. Tantissimi concerti di musica dal vivo si svolgono ogni anno, il 21 giugno, in tutte le città, principalmente all'aria aperta, con la partecipazione di musicisti di ogni livello e di ogni genere. Concerti gratuiti, valore del gesto musicale, spontaneità, disponibilità, curiosità, tutte le musiche appartengono alla Festa. Dilettante o professionista, ognuno vi si può esprimere a modo suo, la Festa della Musica appartiene prima di tutto a coloro che la fanno.
Per rispettare ed onorare le volontà dell'artista Brajo Fuso che ha creato questo parco museale e lo ha "donato" alla città di Perugia affinchè divenisse contenitore per tutte le arti e per la sperimentazione artistica, il Fuseum da quest'anno apre il suo parco, il 21 giugno, partecipando alla Festa Europea della Musica.
Siamo lieti di ospitare tre giovani e brillanti musicisti e siamo onorati della partecipazione del Conservatorio di Musica di Perugia e dei suoi allievi.
Il Sodalizio di San Martino, attuale proprietario del Fuseum e la Fondazione Ecomuseo Colli del Tezio, che cura il progetto di gestione e valorizzazione del Fuseum, ringraziano i musicisti partecipanti ed il pubblico tutto che ha accolto il nostro invito.
Stefano Magnanelli Stefano Magnanelli, cantautore fanese, inizia il suo percorso insieme alla giovane forma-zione musicale "Trip Reset" collaborando con gli amici e autori, Bortolotti Roberto e il cantante Stefano Fucili.
Magnanelli (con lo pseudoni-mo "Barman") registrò con Adriano Pedini per cinque anni di seguito una quindicina di brani tra i quali "Tagadà"
Nel 1997 giunge semifinalista con "Morte su Marte" a Musikultura di Recanati, risultato già raggiunto per la prima volta nel 1994 con il brano "Giorni intrusi". Nel 1999 si laurea in "Scienze dell'educazione" con una tesi sulla musicoterapia. Continua nel frattempo a scrivere: "Martina" è un brano molto sentito che l'autore eseguirà spesso. Vecchi e nuovi brani vanno ad integrarsi in un lavoro discografico arrangiato da Adriano Pedini, Stefano Vagnini, (compositore e organista) e Stefano Melone (musicista e arrangiatore pesarese collaboratore di Ivano Fossati, De André, Ron ecc.) e che si concretizza finalmente in un CD chiamato "Tagadà" uscito nel 2003. Continua nel frattempo a fare concerti con una formazione acustico-percussiva in duetto che, dal 2000 al 2003, lo vede presente in numerose serate in locali e piazze delle Marche, Umbria e Romagna. Ha coltivato, durante i quindici anni di produzione artistica, la sua conoscenza del panorama cantautorale italiano e americano conducendo una ricerca e composizione lirica e musicale di brani contami-nati dalle molteplici realtà musicali. Dal 2004 si esibisce da solo, in duo o con la nuova band per presentare il suo CD "Tagadà" e diverse cover che hanno fatto la storia della musica d'autore. Attualmente lavora come educatore presso un centro per disabili a Pesaro.
Programma:
Stiamo attenti (Stefano Magnanelli)
Ferro e fuoco (Ivano Fossati)
i treni a vapore (Ivano Fossati)
Piazza grande (Lucio Dalla)
Tempo di raccolta (Stefano Magnanelli)
Generale (Francesco De Gregori)
Eppure soffia (Pierangelo Bertoli)
Che sarà (Jose' Feliciano)
L'isola che non c'è (Edoardo Bennato)
Domani è un altro giorno (Ornella Vanoni)
Contatti: Tel.: 338-7308753 - info@stefanomagnanelli.it
www.stefanomagnanelli.it
www.myspace.com/stefanomagnanelli
www.attikmusic.com/stefano_magnanelli
Lorenzo Artegiani
Autore, compositore e cantante, vanta partecipazioni a Festival, eventi radiofonici e collaborazioni universitarie. Nel gennaio 2010 produce il suo primo Album: "Perché No?", realizzato con la preziosa collaborazione di Massimo Bozzi. Il disco riceve buone recensioni, pubblicate su Marte Magazine, Extra!Music Magazine,
Rockit, Rockol. L'Album è stato apprezzato dal programma radiofonico Caterpillar di Radio2 Rai, dove il 30/06/2010 vi partecipa con un intervento live acustico. Selezionato per le audizioni live del Centro Produzioni Saint Louis 2011 (Roma). Partecipa al Panama Casting 2010 (Palermo) organizzato da Enzo Miceli; partecipa al Music Village 2009 Simeri(CZ); partecipa al M.E.I. 2009 Faenza invitato dalla S.I.A.E.. Nel 2009 collabora con l'Università degli Studi di Urbino, all'interno del corso estivo di "Cultura Italiana" rivolto agli studenti stranieri, presentando il panorama cantautorale italiano e le proprie canzoni.
Programma:
Ogni battito (Tratto dall'Album Perché No? 2010)
Non ti scrivo mai "
Una notte sogna "
Acqua dolce nel sale "
Romantica "
La mia bottega
L'estate mia
Oro
Uomo
Mondo cantante
Figlio del serpente
Il secondo nome
Tre cose
Il giorno dopo
Luogo comune
La fontana
L'universo è poco
Cara maestra (Luigi Tenco)
Hallelujah (Leonard Cohen)
Redemption song (Bob Marley)
Testi e musica di Lorenzo Artegiani, ad esclusione delle cover indicate.
Contatti:
lorenzoartegiani@libero.it Tel.: 347-0515264
http://www.lorenzoartegiani.com http://www.myspace.com/lorenzoarte
http://www.youtube.com/user/lorenzoartegiani
Irene Betti
Ha cominciato nel 1998 gli studi musicali all' arpa classica, fino al 2004 alla scuola Mabellini di Pistoia, ha partecipato a diverse rassegne ed eventi, da sola e in duo con il flauto; viene invitata in diretta su TVL.
Dal 2009 entra a far parte della Filarmonica Borgognoni e si esibisce in alcuni concerti lirici nei teatri pistoiesi. Attualmente prosegue lo studio con Patrizia Pinto insegnante al conservatorio
Prende parte come ospite al concorso CreativArt di Pistoia nella sezione musicale.
Partecipa al concerto della Traviata con l' orchestra Desiderio da Settignano in Piazza della Signoria a Firenze.
Presenta all' arpa un repertorio di brani prevalentemente in stile classico, ma in cui trovano spazio arrangiamenti rock e composizioni personali, anche accompagnate con la voce, che richiamano entrambi i generi.
Programma:
Glinka - Variazioni su un tema di Mozart
Carlos Salsedo - Chanson dans la Nuit
Beatles - Hey Jude
Police - Message in a bottle
Irene Betti - Variazione di Giulio
Irene Betti - Variazione di Giulio 2
Irene Betti - Vita caotica
Irene Betti - Incidenti
Contatti: Tel.: 329-4765732 - i.betti@libero.it
Conservatorio di Musica di Perugia
Dipartimento di Nuove Tecnologie
Prof. Luigi Ceccarelli
Programma:
Steve Reich
David Giacchè
Angelo Benedetti
Nicola Casetta
Mattia Bonafini
Federico Ortica
Allievi della scuola
di musica elettronica
Electric Counterpoint - per chitarra e base preregistrata - Francesco Di Giandomenico chitarra, Angelo Benedetti live electronics e regia del suono.
Dis – connesso - per suoni preregistrati ed elaborati
Promenade - per chitarra, voce recitante e live electronics - Francesco Di Giandomenico chitarra,
Barbara Pinchi testi e voce,
Angelo Benedetti live electronics e regia del suono.
Piano Simulacrum - per suoni di pianoforte elaborati
Socks a phone - per sax soprano e live electronics
Michele Bianchini sax soprano,
Federico Ortica live electronics,
Nicola Casetta regia del suono.
bNe per suoni preregistrati ed elaborati
Improvvisazione - per percussioni ed elaborazione elettronica -
Antonio Diotallevi e Giorgio Bertinelli percussioni, Federico Ortica, David Giacchè e Nicola Casetta live electronics,Angelo Benedetti regia del suono.
Electric Counterpoint è una composizione minimalista in tre movimenti, "Fast", "Slow", e "Fast" realizzata nel 1987 e registrata per la prima volta dal chitarrista Pat Metheny. É una delle più famose composizioni di Steve Reich, che usa le tecniche della ripetizione ricorsiva e della sovrapposizione di frasi melodiche quasi identiche, con piccole e variazioni continue. Il pezzo trae spunto, anche ritmicamente, da alcune melodie africane, per
svilupparsi gradualmente in suggestivi contrappunti ed armonie, con un finale molto americano dal sound che ricorda la "fusion". La versione qui presentata è quella originale, per chitarra elettrica solista e suoni preregistrati di due bassi elettrici e dieci chitarre. E stata realizzata presso il Laboratorio di Musica Elettronica da Giulio Benedetti su campioni registrati da Francesco di Giandomenico.
Disco-nnesso
narra con materiali sonori il disagio della società attuale. Visto che tutto viaggia in linea, umori, emozioni, affari, il pezzo vorrebbe essere un illustrazione di un viaggio in linea, di una particella di corrente che gira all'interno di un cavo e che guarda sbigottita quello che ci succede intorno. La nostra particella, sorpresa da tutto ciò ci scruta, ci osserva trovando continue interruzioni nel suo percorso dentro il cavo, le incoerenze, quindi le contraddizione della società "moderna". Saranno dei concetti sonori a tentare di farci immaginare una visione cosi futuribile della nostra società.
Promenade
Una passeggiata, appunto, attraverso mondi sonori creati dalla linee molto libere e meditative della chitarra che a volte sola e a volte elaborata si relazione con un universo sonoro preesistente. Chitarra ed elettronica a volte dialogano e in altri momenti si fondono in un unicum cangiante ed eterogeneo sul quale i versi e la voce trovano una loro naturale collocazione divenendo parte indissolubile di questo corpo sonoro in movimento.
Piano Simulacrum Un omaggio allo strumento moderno per eccellenza, simbolo sonoro e specchio di un Occidente in declino. Il pianoforte, strumento borghese per antonomasia, è stato l'oggetto simbolico sul quale tanti artisti moderni si sono accaniti o cimentati nello sperimentare col suono ed oltre. Queste pratiche, dal chiaro intento provocatorio, hanno incoronato il pianoforte come simbolo di una musica nuova capace di supere i limiti tecnici e sonori che la tradizione imponeva, conferendo un nuovo spirito allo strumento principe della tradizione musicale occidentale. La musica è stata composta in due momenti asincroni accomunati da una ricerca non del suono ma dentro il suono. In un primo momento è stato registrato il materiale sonoro grezzo. Aprendo il pianoforte la ricerca sonora è stata ispirata dalle classiche tecniche di preparazione con l'ausilio dei più disparati oggetti e materiali. I suoni sono stati registrati uno ad uno sperimentando direttamente su corde e cassa armonica. Successivamente il materiale è stato elaborato digitalmente a volte mantenendo un rapporto di mimesi con la sorgente altre volte trasfigurando tale legame ottenendo un'astrazione molto forte che supera le caratteristiche del suono originale. La for-ma è scaturita da un processo concorrente e in divenire come dettato dalle caratteristiche intrinseche del materiale di partenza e dal processo di elaborazione. La strutturazione del materiale
è in qualche modo correlato alla sua struttura interna.
bNe
Il brano é stato scritto nel mese di marzo 2010 dopo gli innumerevoli eventi sismici che si sono manifestati negli ultimi mesi in varie parti del mondo.
Il brano, composto con l'utilizzo di lastre di metallo, vibrafono, macchine elettroniche, descrive in chiave astratta la metamorfosi terrena.
Improvvisazione
Per questo concerto, con l'intento di fare un omaggio a Brajo Fuso, gli allievi del conservatorio hanno deciso di cimentarsi nell'improvvisazione, forma che più si accosta in qualche maniera all'opera dell'artista. Due studenti improvviseranno percuotendo, strisciando, manipolando oggetti del quotidiano e rottami, tanto cari a Brajo. I suoni prodotti verranno trasformati al computer in tempo reale da altri tre studenti che si alterneranno o si sovrapporranno creando più livelli che per addizione o sottrazione andranno a formare una sorta di bricolage sonoro.
Brajo Fuso (Perugia 1899-1980) - Artista, medico, inventore di medicine e del moderno riunito odontoiatrico, autore di romanzi, commedie, poesie e fantastici racconti per ragazzi. Assieme alla moglie dette vita ad uno dei più vivi salotti culturali della città, ospitando esponenti della cultura romana da Renato Guttuso (che farà un celebre ritratto di Bettina) a Giulio Carlo Argan, da Cesare Zavattini a Giuseppe Ungaretti, da Felice Casorati a Mario Mafai, da Gianna Manzini a Enrico Falqui e a Massimo Binazzi, tanto per citare solo alcuni nomi.
Il Fuseum deriva dalla fusione tra la parola latina "museum" e il cogno-me"Fuso": è l'originale museo personale voluto da Brajo Fuso e realizzato a partire dal 1960 con l'incoraggiamento della moglie Bettina. Si tratta di un complesso architettonico artistico-museale costituito da 13.500 mq di parco boscoso popolato di sculture e opere realizzate con i più svariati materiali: lamiera, ferro, cemento, alluminio, vetro, ceramica, plastica.
Il Fuseum nasce come contenitore e come "contenuto" ed ospita nella Galleria le opere di Fuso, ma il parco stesso con le sue composizioni e le particolari conformazioni architettoniche delle costruzioni progettate e realizzate anche materialmente dallo stesso Fuso, fanno pensare a un organismo autonomo che costituisce nell'insieme, una grande opera d'arte all'aperto. Nel febbraio del 1980, solo pochi mesi prima della sua scomparsa, dopo la decisione dell'artista di non trasferire le sue opere in Francia, come gli era stato richiesto, Brajo e Bettina donarono il Fuseum, assieme a vari immobili destinati al suo mantenimento ed all'apertura al pubblico, al Sodalizio di San Martino, antica istituzione cittadina. Il complesso inserito nel parco é formato dalla Galleria, dalla Brajta, una piccola abita-zione estiva di Brajo e Bettina Fuso e da numerosi altri edifici come la Sala Bettina, lo Scribarius ed altri. La galleria é il nucleo espositivo del Fuseum costituito da padiglioni fatti con blocchi di cemento. É improntata a un'estrema semplicità ed è formata da undici labirintiche salette (più il Coccibus e il Pittocromo) segnalate da lui stesso con le lettere dell'alfabeto dalla a alla m e raccoglie una selezione delle opere più significative e rappresentative della poetica dell'artista, coprendo tutti i periodi e i temi trattati da Fuso a partire dalle prime esperienze illustrative e descrittive degli anni '40 fino agli ultimi lavori portati a termine poco prima di morire nel 1980. Nel Coccibus sono sistemate ceramiche dalle forme particolarissime che testimoniano la passione di Fuso, nata nel ‘43, per questa materia che modellerà fino al 1968, forgiando originali creazioni artistiche dalla suggestione
quasi surrealista: vasi dalle forme eterodosse, lampade, candelabri vivace-mente colorati o trattati semplicemente in bianco e nero, fino ad inventare con le "metalloceramiche" un connubio tra ceramica e metallo.
Il parco boscoso é unico nel suo genere, attraversato da misteriosi via-letti e costellato di opere d'arte realizzate con materiali di recupero.
La forma astratta delle opere è a volte costruita con elementi ben riconoscibili quali tubi, ruote di bicicletta, differenziali di auto, radiatori di treno che l'artista ha metamorfosato in forme "artistiche". Nascono così numerose composizioni disseminate all'interno del bosco di lecci. Tutto costituisce ornamento architettonico-artistico allo spazio naturale come le Sculture-mobili appese agli alberi che mosse dal vento producono gradevoli suoni o le Pratosculture realizzate usando bottiglie di vetro capovolte fissate nel terreno. All'interno del parco, è visibile anche un laghetto, un teatrino a gradinate detto Bociarius davanti al quale sono sistemate delle sculture in alluminio degli inizi degli anni Sessanta ed il Brajzoo dove l'eclettismo e la vena umoristica di Fuso lo portano a rappresentare un simpatico e originale zoo di animali realizzati in lamiera e ferro, cartapesta e gesso. Trovano posto la giraffa, il fenicottero, la gru che convivono con animali più domestici. Il valore artistico di Brajo Fuso é stato ufficialmente riconosciuto dal Ministero dei Beni Culturali con la seguente motivazione:
"…un artista che con la sua creatività ha dato vita a nuovi modi di es-pressione artistica e la cui sperimentazione ha anticipato idee e stili successivamente proposti da altri importanti artisti di livello internazionale. Pur se meno noto è sicuramente da accostare a due altri grandi artisti come Gerardo Dottori e Alberto Burri con i quali forma una triade di artisti umbri assolutamente d'eccezione e di livello mondiale."
Il Fuseum é gestito dalla Fondazione onlus Ecomuseo Colli del Tezio che cura la valorizzazione dell'artista, i restauri, gli eventi e la regolare apertura al pubblico. É visitabile ogni sabato feriale o su prenotazione per visite guidate ed in giorni alternativi.
Per ulteriori informazioni:
www.fuseum.eu,
wikipedia: brajo fuso,
info@fuseum.eu,
tel.: 349 - 577.4738
Fuseum
Centro d'Arte di Brajo Fuso
Sodalizio di San Martino
Venerdì 17 Giugno 2011

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