La rivoluzione del car sharing

Se Marx avesse avuto problemi di traffico ci avrebbe pensato lui: condividere le automobili per avere meno vetture - e meno smog - sulle strade. Risparmiando nondimeno denaro. L'uovo di Colombo. Si chiama car sharing e il Comune di Perugia lo scorso 16 giugno ha deliberato (atto numero 239) per bandire la gara del grande progetto: dalle 6 alle 14 aree sosta di interscambio, un software innovativo, macchine elettriche con 22 postazioni di ricarica. Per cominciare. In soldoni il car sharing è un servizio che consente ai propri utenti di accedere ogni volta che ne facciano richiesta e compatibilmente con l'attuale disponibilità del gestore, ad una flotta comune di veicoli posizionati su più aree di parcheggio in prossimità di residenze o di importanti nodi della rete di trasporto pubblico. Questo dice il gergo tecnico. Un esperimento che durerà per un quinquennio che promette di integrarsi con il resto del trasporto pubblico locale. Si tratta difatti
"di un servizio di mobilità complementare al tpl - è scritto nella delibera di giunta - in cui le autovetture sono destinate ad essere utilizzate da più persone dietro pagamento di una quota proporzionale al tempo d'uso e ai chilometri percorsi e che assume pertanto un ruolo nell'ampliamento della gamma di prodotti di mobilità multimodale a disposizione degli enti locali."
Il tutto rientra in un progetto europeo (Renaissance) che alla delibera 14 stabilisce i requisiti finale per far partire il car sharing: la durata della concessione di servizio pari a anni 5; le caratteristiche e la composizione del parco veicoli (flotta iniziale composta da almeno 8 mezzi distinti, secondo percentuali indicate, in 3 classi di veicoli: categoria a city car, categoria b auto berline, categoria c auto combi); la tecnologia per la gestione della flotta; le aree di sosta (almeno 10 aree in cui posizionare i car sharing point in modo da favorire l'intermodalità tra i sistemi di mobilità collettiva e garantire elevati livelli di accessibilità al servizio da parte degli utenti, da utilizzare appieno con il servizio a regime); la struttura tariffaria in grado di garantire la sostenibilità economica del servizio senza necessità di corresponsione di un prezzo da parte del Comune concedente; le agevolazioni per l'esercizio del servizio da parte dell'Ente (regime agevolato per la circolazione e la sosta all'interno della città e in particolar modo della ztl). La giunta ha deliberato di affidare il servizio di car sharing mediante gara ad evidenza pubblica senza corresponsione di un prezzo da parte del Comune concedente. E di integrare, qualora si realizzi la rete di public station per la ricarica di veicoli elettrici di cui all'accordo quadro con Enel distribuzione Spa, quanto previsto nel delibera 14 con l'indicazione che nel parco auto sia presente almeno un veicolo elettrico e che la determinazione delle aree di sosta avvenga tenendo conto dell'ubicazione delle future stazioni di ricarica garantendo, comunque, almeno 6 car sharing point. Per concludere si dà mandato al dirigente della della mobilità Leonardo Naldini di attivare ai sensi di legge la procedura per l'affidamento a terzi della gestione del servizio di car sharing delineato dal Renaissance. Il prossimo passo è stilare il capitolato per l'indizione della gara, visto che l'autority ha segnalato come
"non siano sufficienti per giustificare l'affidamento diretto i vantaggi in termini di efficienza ed economicità (come evidenziato nel Pum del Comune di Perugia) in quanto la consultazione del mercato potrebbe far emergere la presenza di operatori in grado di offrire i servizi oggetto di affidamento e di rispondere più efficientemente alle esigenze dell'amministrazione"

Alessandro Antonini
Corriere dell'Umbria Lunedì 27 Giugno 2011

0 commenti

Posta un commento

Altre News su Perugia Notizie

News della Provincia di Terni

Offerte di lavoro a Perugia e Provincia

Ultimi commenti su Perugia Notizie