Laurea fotocopiata, si rivolge al legale

Non ne vuole sapere di tenersi come ricordo e attestato di laurea un documento in bianco e nero, con la firma fotocopiata del rettore e senza altre "presenze", quali il direttore amministrativo e il preside di facoltà. Così ha fatto scrivere al magnifico rettore da un avvocato, per chiedere che venga rispettato il suo diritto, ovvero un diploma di laurea specialistica di valore equivalente a quanto pagato a titolo di contributo. Già perché per avere il diploma, il neo laureato ha dovuto effettuare un versamento di 60 euro a titolo di
"contributo tesi di laurea facoltà scientifica"
e di euro 129,24 a titolo di contributo spese di diploma di laurea/laurea di II livello comprensivo di bolli. Ma al momento del ritiro dello stesso il neo laureato si è visto rilasciare non la bella pergamena che spicca di regola negli studi dei professionisti, ma un cartoncino fotocopiato in bianco e nero, con la firma per l'appunto riciclata del magnifico rettore. Niente a che vedere con i suggestivi attestati di altre Università, per esempio del centro Italia (che tra l'altro richiedono anche minori sforzi economici da parte dei richiedenti), addirittura con colori e realizzate da amanuensi, ma qualcosa di più simile a un manifesto funebre che a un titolo di studio. L'ex studente non si è dato quindi per vinto e si è rivolto a un legale che nella lettera ha segnalato diversi punti che non vanno. Non solo, ma nel documento si fa appello al fatto che esporre alla vista di eventuali clienti un titolo di studio a mo' di cartoncino come quello avuto dall'Ateneo perugino rischierebbe di causare anche un danno all'immagine. Visto che chiunque potrebbe pensare che si tratti di qualcosa "fai da te". E quanto al costo del cartoncino, si specifica che il reale valore del diploma di II livello così come viene presentato attualmente, non corrisponde a quanto sborsato per averlo. Per il momento il neo laureato non ha ricevuto risposta, ma all'epoca della sua denuncia, quando si costituì anche un gruppo su facebook per tutti coloro che volevano segnalare questa stranezza, l'Università aveva assicurato che nel giro di breve tempo (e di mesi ne sono passati), si sarebbe provveduto a ripristinare l'uso di vere pergamene. Ma dicono che nessuno ancora le abbia viste

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