Non è una giornata come le altre, quella di oggi, per chiunque abbia a cuore il rock and roll a Perugia. Se n'è fatto già un gran parlare, com'era inevitabile che fosse, e la verità è che il concerto con cui questa sera Marianne Faithfull chiuderà la fortunata edizione 2011 di Rockin' Umbria rappresenta uno dei massimi fregi che la manifestazione s'è tolta il lusso di concedersi in quasi trent'anni di storia. Il fatto che questo concerto si svolgerà in quello che presto (si spera) o tardi diventerà l'auditorium San Francesco, poi, non fa altro che aggiungere una buona dose di sacralità a un avvenimento che ne avrebbe già a sufficienza di per sé.

Questa elegante signora inglese in perfetto equilibrio tra i sessanta e i settanta, ragazzi, ha passato la maggior parte della sua vita ad essere là dove la maggior parte delle donne mai apparse sulla faccia della Terra non avrebbe mai nemmeno sognato di arrivare. Il cuore della Swinging London dei mirabolanti Sixties, il letto di Mick Jagger, certo, l'accecante luce della celebrità, l'orlo più estremo del baratro. Quante volte si è parlato di tracolli e rinascite, per Marianne Faithfull, quante volte è caduta e sempre s'è rialzata. Stiamo parlando di una storia artistica nata quasi mezzo secolo fa, quando poco più che ragazzina si ritrovava a fare da musa, e anche da voce, alla band che forse più di tutte ha saputo far coincidere il proprio nome con l'idea stessa di rock. I Rolling Stones, quelli delle origini, di Paint It, Black e As Tears Go By, che inizialmente cantava proprio lei, Marianne.
Poi arrivò tutto il resto, la rottura con Jagger e la desolante battaglia con la droga, fino alla prima rinascita di Broken English, disco illuminante e sorprendente tirato fuori dal cilindro nel 1979. Negli anni Ottanta la Faithfull avrebbe trovato un'identità sempre più marcata, segnata in misura via via diversa dalla musica e dal cinema (il suo film più recente, Irina Palm di Sam Garbarski, datato 2007, è stato un autentico successo), e oramai da tempo ogni suo disco è atteso con la consapevolezza che in un modo o nell'altro saprà dire qualcosa di nuovo.
Discorso che vale appieno per il pout pourri pregiato Easy Come, Easy Go, del 2008, e per l'ultimo Horses And High Heels, uscito appena qualche mese fa. Il fatto è che con quella sua voce incrostata, quella sua voce evasa dal recinto del tempo, Lady Marianne saprebbe impreziosire qualsiasi cosa le passasse nell'ugola. Sarà un piacere, questa sera, partecipare alla celebrazione della sua grandezza. A onorare il nome della città, prima di lei, i This Harmony, giovani, sofisticati e crepuscolari.

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