Digitale terrestre in Umbria dal 3 Novembre

Fine agosto di lavoro febbrile per non arrivare impreparati al passaggio del sistema televisivo umbro al digitale terrestre. Un fitto calendario di incontri è stato previsto dall'assessore regionale alle infrastrutture tecnologiche, Stefano Vinti, in vista della data cruciale, fissata tra il 3 novembre e il 2 dicembre dal ministero dello sviluppo economico. Un evento che suscita una certa "preoccupazione", in base alle parole dell'assessore, visto che coinvolge vari soggetti: le televisioni locali, da un lato, e tutti gli umbri dall'altro.Un pacchetto di misure sarà predisposto con l'occhio rivolto agli utenti, soprattutto quelli anziani, alle prese con difficoltà di norma maggiori, date le ricadute "tecniche" della prossima rivoluzione. Senza sottovalutare le conseguenze economiche.
"Cercheremo di far sì che le spese per l'adeguamento affrontate dalle famiglie siano il più possibile contenute, evitando alla radice fenomeni di speculazione emersi in altre regioni"

, dice Vinti.Primo risultato di rilievo: 'Abbiamo contrattato col ministero la possibilità di garantire uno sconto di 50 euro per l'acquisto del decoder a favore di chi ha più di 65 anni e un reddito annuo inferiore ai 5mila euro”. I beneficiari, dunque, saranno utenti per cui anche un modesto investimento può mandare all'aria il bilancio familiare, specie in tempi di crisi. Serviranno, però, incontri con le associazioni dei commercianti per informarli sulla possibilità di praticare lo sconto e sulle modalità che andranno a tal fine seguite. La Regione mira poi a misure di tutela più generali sul fronte degli interventi che molte famiglie dovranno chiedere per la manutenzione delle antenne, il loro puntamento e posizionamento. Perché, va ricordato, il digitale non obbliga ad acquistarne di nuove, ma richiede che quelle vecchie siano "rimesse in forma " al meglio, per avere la certezza della ricezione del segnale. E qui entreranno prepotentemente in gioco gli antennisti.

"Stiamo definendo con le associazioni di categoria, in particolare Cna e Confartigianato, un preziario regionale", annuncia Vinti. A fronte della prima proposta delle associazioni, la Regione in realtà ha storto il naso, quindi si attende un nuovo confronto. Ma le antenne non sono l'unico potenziale cruccio degli umbri. Proprio per garantire una capacità di risposta a tutto tondo anche ai problemi più spiccioli, l'assessorato ha negoziato col ministero un pacchetto da 920mila euro da destinare all'informazione e alla formazione. Sul primo fronte, si pensa di organizzare incontri con una varietà di soggetti, anche all'interno delle scuole, per "sfruttare" al meglio la vocazione tecnologica dei più giovani, che, una volta compresi i meccanismi, potranno aiutare, perché no, anche genitori e nonni.Inoltre, la scommessa è mettere in piedi, con la collaborazione dei comuni e delle associazioni di volontariato, una vera e propria rete umbra di pronto intervento. Come? Saranno predisposte giornate formative per volontari che si renderanno disponibili anche per visite a domicilio. Persone che saranno quindi messe in grado di capire come utilizzare un decoder o sintonizzare i canali attraverso il telecomando del televisore.Tutti gli interventi studiati dalla Regione prendendo spunto dalle esperienze di quelle che già sono passate al digitale. "Vogliamo senz'altro scongiurare le situazioni drammatiche emerse altrove, facendo la nostra parte a 360 gradi", conclude Vinti.

Corriere dell'Umbria 12 Agosto 2011

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